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disinfestazione condomini obbligatoria

Disinfestazione condominiale obbligatoria per legge

La disinfestazione condominiale è obbligatoria. Lo sancisce la Legge L. 25 gennaio 1994, n. 82 (G.U. n. 27 del 3 febbraio 1994), che regolamenta la procedura legata alla disinfestazione del condominio, cioè tutte le attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione, che gli amministratori devono osservare al fine di garantire ai condomini un ambiente salubre e non incorrere in sanzioni. Secondo la normativa tutti gli amministratori di condominio sono costretti ad adempiere a tale obbligo in quanto la disinfestazione rientra tra le attività considerate di manutenzione ordinaria.

L’amministratore ha dunque il compito di programmare l’erogazione del servizio, pianificandone gli interventi con cadenza annuale. In merito agli interventi di carattere straordinario, invece, l’amministratore ha l’obbligo di intervenire al fine di evitare un’eventuale diffusione dell’infestazione.

L’amministratore ha anche il dovere di supervisionare l’operato degli addetti alla disinfestazione. Tale onere è strettamente connesso alle funzione della sua figura: vertice e rappresentante del condominio, di cui deve tutelare gli interessi.

Costi e consigli

I costi di disinfestazione dei condomini sono molto variabili in quanto numerosi sono i fattori che differenziano una realtà dalle altre: su tutte hanno particolare rilevanza le dimensioni delle aree condominiali e la cadenza degli interventi.

Tutte le spese sostenute per la disinfestazione condominiale devono essere presentate in bilancio alla fine dell’anno contabile, facendone adeguata comunicazione a tutti i condomini.

Definire un calendario annuale di disinfestazione è sicuramente la scelta più saggia. In primis perché consente di definire un piano di interventi che mirano ad eliminare a monte il pericolo di un’infestazione massiccia. In secondo luogo perché permette di avere prezzi più vantaggiosi rispetto a quelli previsti per interventi spot.

Disinfestazione insetti in casa

Come disinfestare casa efficacemente?

Si definisce disinfestare mettere in atto iniziative finalizzate all’eliminazione di una o più specie infestanti che possono essere sia animali come zanzare, topi, blatte, parassiti, etc e sia erbacce.

Indice:

Disinfestazione della casa, come effettuarla in modo efficace?

Solitamente ci si pone il problema quando esso è già in fase avanzata abbastanza da attirare la nostra attenzione. In caso di problema ridotto si interviene personalmente con prodotti spray facilmente reperibili in commercio, ma quando la problematica supera le nostre competenze in merito è bene fare riferimento agli operatori specializzati che in prima fase si occuperanno di stabilire l’area e l’ampiezza di diffusione del problema. E’ importante combattere le infestazioni in quanto esse vanno ad influire negativamente sulla nostra qualità della vita e sul livello di salubrità dell’ aria.

Se ci stiamo ponendo il problema di una potenziale infestazione difficilmente si tratterà di un caso risolvibile con la disinfestazione fai da te, bensì è sempre consigliabile la disinfestazione professionale.

Le operazioni di disinfestazione avvengono mediante l’ausilio di appositi macchinari e prodotti per disinfestazione della casa non dannosi per la salute umana, ma l’azione è soltanto l’ ultima delle fasi; infatti l’ esperto studia un piano delle attività da mettere in atto per risolvere l’ infestazione in ogni sua parte ed origine, monitorando attentamente la situazione che si viene a presentare, infine valuterà la gravità e la soluzione ideale da mettere in pratica. Dopo l’ intervento l’ operatore provvede a monitorare i risultati prodotti.

Gli insetticidi sono certamente i primi disinfestanti che ci vengono alla mente ed anche i più comuni, ma tutto dipende da che tipo di infestante bisogna combattere. Altri metodi per mettere in pratica le disinfestazioni sono ultrasuoni, trappole, polveri o esche. E’ proprio per questo motivo che è di fondamentale importanza capire al 100% il problema che ci si presenta perché ogni specie è diversa dall’altra e richiede dunque anche una disinfestazione differente.

I prodotti adoperati dagli esperti sono tutti sottoposti a controllo ed autorizzazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Per debellare il problema zanzare sempre più spesso non è sufficente adoperare gli insetticidi appositi acquistabili facilmente nei negozi. Quando si insediano in colonie e infestano un’ambiente di grosse dimensioni, è necessario intervenire presto ed in modo efficace ricorrendo alla disinfestazione zanzare professionale. Questa operazione è indispensabile in presenza di ristagni d’ acqua o in caso di forte umidità, in particolar modo nel periodo estivo durante il quale le zanzare sopravvivono tranquillamente nel loro habitat naturale.

Per fare una disinfestazione efficace delle zanzare è bene conoscerne a fondo le abitudini per poterla sconfiggere efficacemente, le zanzare non sono tutte uguali, si dividono principalmente in tre specie: Culexpipiens, Aedescaspius e Aedesalbopictus (comunemente chiamata “tigre”).

La prima specie nominata nel piccolo elenco precedente identifica le zanzare più comuni ovvero quelle che troviamo nelle nostre città in particolar modo nel periodo estivo ed in special modo durante la notte.

La seconda invece è una zanzara che predilige il territorio costiero ma che migra nelle zone centrali facendo anche percorrenze di lungo raggio con lo scopo di sfamarsi nel momento di deporre le uova, operazione che richiede un surplus di energie per questi piccoli insetti.

Infine la zanzara tigre è del tutto simile per caratteristiche alla zanzara più classica con l’ unica differenza che opera anche di giorno oltre che di notte; il suo nome deriva dalle striature bianche e nere che caratterizzano il suo corpo ma anche dal suo carattere particolarmente aggressivo.

I metodi professionali per la disinfestazione sono principalmente due: uno meno impattante che va ad agire sul problema eliminando direttamente le larve, il secondo più invasivo sulle superfici interessate che mira a sterminare principalmente gli esemplari adulti maschi.

Il metodo comunemente definito anti-larva viene eseguito nei primi mesi primaverili ed è ristretto nelle immediate vicinanze delle aree in cui le zanzare depongono le loro uova, in particolare nelle zone in cui si trovano le stagnazioni di liquami. Questo tipo di insetticidi sono in forma solida e tondeggiante e sono a rilascio graduale; il trattamento è molto efficace ed in grado di sterminare interi focolai di future zanzare in maniera davvero molto rapida. In questo trattamento è una componente fondamentale l’ individuazione delle zone più “pericolose” in modo da intervenire puntualmente ed in modo circoscritto, con rilascio basso di agenti chimici e senza impattare sull’ecosistema circostante.

Durante la disinfestazione professionale vengono utilizzati prodotti autorizzati e certificati dal Ministero della Salute; solitamente si tratta degli “I.G.R.”. Questo tipo di prodotti hanno un’azione prolungata nel tempo: dopo l’ operazione di disinfestazione insetticidi come il pyriproxyfen agiscono per oltre un mese. I prodotti utilizzati per eliminare le larve e le uova devono essere sicuri anche dal punto di vista dell’intossicazione umana e da contatto accidentale.

Per completare la disinfestazione viene poi effettuato l’intervento riferito agli esemplari di zanzare adulte. Questo intervento è più impattante ma è anche più efficace e soprattutto necessario per debellare il problema.

C’è pero’ da dire che quanto più è stato fatto oculatamente l’intervento larvicida tanto meno aggressivo potrà essere quello secondario, utilizzando una minore quantità di prodotto e circoscrivendo esso a zone più limitate. Quest’ultima operazione è quella che più comunemente possiamo riscontrare personalmente nelle operazioni di disinfestazione delle nostre città che solitamente avvengono attraverso dei camion che nebulizzano la sostanza nell’aria e sulle piante.

I focolai in caso si creino in zone pubbliche comunali sono responsabilità del comune stesso, ma spesso accade che essi si creano in zone di proprietà privata, troppo spesso trascurate e con vegetazione rigogliosa. Pertanto la diligenza da parte dei singoli aiuta sensibilmente a ridurre il problema, evitando errori che comunemente commettiamo. E’ importante non creare ristagni d’acqua nella nostra proprietà, facendo attenzione alle grondaie, alle coperture, ai sottovasi, alle fontane.

Oltre ai metodi diretti con insetticidi ci si può far aiutare in maniera meno impattante da animali che si nutrono di essi come i pesci rossi e gambusia.

E’ bene ricordare che le zanzare per proliferare hanno bisogno di alta temperatura ed umidità e quindi qualsiasi azione a contrasto di ciò sarà un efficace rimedio per allontanarle. Per lo stesso motivo molto spesso il problema delle zanzare si presenta a volte anche in periodi precedenti o successivi ai mesi estivi centrali.

Disinfestazione blatte

Disinfestazione blatte in casa

Per la disinfestazione degli scarafaggi professionale il primo passo è identificare la sua specie così da conoscerne al meglio le caratteristiche usuali e risolvere al meglio il problema. Infatti in base al tipo di scarafaggio le aree in cui operare possono variare. Trattandosi poi di insetti notturni non è sempre facile per una persona non esperta in materia identificare i punti di accesso e lo stadio di infestazione raggiunto. Gli scarafaggi sono attratti da residui di cibo o alimentari in genere e quindi sono la principale causa che comporta la loro presenza. Bisogna porre parecchia attenzione ad essi perché sono in grado di trasmettere malattie all’uomo, dunque in presenza di carcasse, escrementi è bene rimuoverli tempestivamente, ripulendo accuratamente l’ area.

Un disinfestatore professionale è in grado di dare suggerimenti molto accurati che ti aiuteranno a mettere in atto comportamenti che eviteranno il ripresentarsi del problema. Gli insetticidi hanno un effetto quasi nullo sugli scarafaggi e dunque si combattono mediante trappole collanti. Un’ infestazione da scarafaggi è molto difficile da debellare in quanto essi sono molto resistenti così come le uova che essi depongono. Se si ha il sospetto di un’ infestazione da scarafaggi si può chiedere l’ intervento per l’ attività di monitoraggio e rilevazione.

Derattizzazione

Derattizzazione della casa

Un altro tipo di infestazione possibile è quella da topi, il cui rimedio viene comunemente chiamato derattizzazione. I ratti sono sempre più presenti nei centri urbani in quanto essi si stanno espandendo sempre di più anche in aree rurali ed extraurbane. Una derattizzazione professionale è consigliabile sia per la pericolosità dell’ animale e sia per le sue dimensioni, infatti solo un’ azienda specializzata può garantire un corretto smaltimento delle carcasse ed il pieno rispetto delle normative in merito. L’ esperto riconoscerà la razza specifica dell’ animale intraprendendo le contromisure ideali per la disinfestazione, oltre ad effettuare la ricerca di altri esemplari eventualmente nascosti.
I topi vengono catturati attraverso trappole classiche, trappole elettriche o ultrasuoni. L’avvelenamento è un metodo sconsigliato in quanto anche gatti e cani rischierebbero di ingerire la sostanza dannosa, oltre alla difficoltà sul dove posizionarla per adescare la preda. Il modo meno invasivo sarebbe dotarsi di un gatto che solitamente li insegue e blocca, ma non sempre questo avviene e non sempre è possibile adottare un gatto. Le trappole per topi si sono evolute moltissimo negli anni e sono in grado di non lasciare scampo all’animale, con l’ ausilio di strumentazione atta al monitoraggio.

Acari della polvere

Gli acari della polvere sono dei microrganismi che troviamo spesso sui nostri cuscini o lenzuola in quanto essi si nutrono della pelle morta e la loro proliferazione è favorita dal calore e l’ umidità del nostro sudore. Essi sono spesso causa di allergie o dermatiti per l’uomo. Per eliminare gli acari i consigli sono l’aerazione frequente, l’esposizione al sole ed il lavaggio frequente.

I professionisti utilizzano sistemi ecologici con vapore ad alta temperatura che combatte ed elimina questi microrganismi. Il vapore può essere addizionato ad un sanificante, dissolvendosi dopo pochi secondi nell’aria; è sconsigliato l’ uso di insetticidi.

Cimice verde su foglia

Come eliminare le cimici verdi?

Lotta alle cimici verdi: come combattere le infestazioni di fine estate

Le cimici verdi (nome comune delle specie Palomena prasina e Nezara viridula) sono insetti fitofagi appartenenti all’ordine dei Rincoti che spesso invadono le aree urbane e rurali nel periodo di fine estate o all’inizio dell’autunno. In questo periodo, infatti, alla prima generazione di adulti si aggiunge una seconda generazione nata a seguito degli accoppiamenti che avvengono ai primi di luglio. Gli adulti, rimasti in attività per gran parte del mese di settembre, si preparano alla diapausa invernale per cui si avvicinano alle abitazioni alla ricerca di ripari dal freddo. Si può quindi assistere alla concentrazione di molti individui nei pressi delle case (intorno agli infissi di porte e finestre, in corrispondenza di intercapedini, legnaie riparate, anfratti nel terreno vicino alle case, etc…).

Gli adulti hanno colore variabile dal verde pastello al verde scuro, e nel periodo invernale le femmine sviluppano una livrea bruna. Hanno tipica forma pentagonale. Durante le fasi di sviluppo dell’insetto, caratterizzato da metamorfosi incompleta, la sua livrea cambia per cui è importante riconoscere anche gli altri stadi di sviluppo (fig.1). In particolare le neanidi sono quasi nere, punteggiate di bianco; le ninfe, in base all’età, possono presentare il pronoto nerastro o verdastro, mentre il resto del corpo è di colore verde esclusa una zona dorsale al centro dell’addome che si presenta maculata di bianco e nerastro. La livrea viene completata da tipiche macchie bianche poste in file longitudinali ai bordi del corpo; spesso vi è anche una punteggiatura marginale rossastra.

 

La cimice è polifaga ed è praticamente cosmopolita; provo¬ca i danni maggiori soprattutto nelle coltivazioni ortive ed al pomodoro in particolare. Sui frutti di pomodoro provocano tipiche punteggiature clorotiche, più o meno confluenti ed evidenti, nella bacca in fase di maturazione; queste punteggiature, in seguito, divengono necrosi localizzate molto sfumate. Le cimici, inoltre, trasmettono, con le loro punture e col secreto di particolari ghiandole repugnatorie, uno sgradevole sapore ai frutti che non possono essere commercializzati. Nel nocciolo provocano alterazione del frutto (cimiciato) che lo rende non commestibile in quanto sgradevole, inoltre possono provocare danni gravi anche ai baccelli delle leguminose.

Se disturbate, le cimici emettono una sostanza dall’odore persistente e sgradevole simile a odore di erba al macero, secreta da ghiandole toraciche. La stessa sostanza e lo stesso odore sono riscontrabili nelle zone invase dalla specie persino sugli indumenti del bucato stesi ad asciugare o se inavvertitamente un esemplare è stato schiacciato.

Difesa delle piante. Se si possiede un orto è importante individuare la presenza delle cimici soprattutto a carico delle piante giovani di leguminose e pomodori. Se si notano ostacoli allo sviluppo vegetativo o danni ai frutti è opportuno intervenire con piretroidi ammessi all’uso soprattutto sulle forme giovanili che sono più sensibili e che spesso si ritrovano ammassate in alcuni punti della pianta. Una buona alternativa alla lotta chimica può essere la coltivazione di alcuni esemplari di crucifere già nel periodo primaverile come “piante-esca” per attirare le cimici. Le piante esca andranno poi eliminate e distrutte in modo da impedire la diffusione delle cimici presenti su di esse. Poiché le femmine della cimice depongono le uova in gruppi di 12 uova nella pagina inferiore delle foglie, un altro intervento a basso impatto ambientale, benché più complesso, consiste nell’eliminare queste foglie delle piante infestate, operazione da fare nel periodo di aprile-maggio.

Difesa delle abitazioni. Se durante l’inverno vengono individuati punti in cui le cimici svernano è opportuno trattare questi punti con l’uso di insetticidi ad ampio spettro. In generale l’applicazione di zanzariere, tende e repellenti lungo i bordi di porte e finestre può aiutare a mantenere lontane le cimici. Per evitare l’emissione di odori sgradevoli è sempre utile ricordare di non schiacciare le cimici dentro casa ma cercare piuttosto di catturarle e allontanarle. In caso di presenza massiva è consigliabile richiedere l’intervento di professionisti specializzati nella disinfestazione in modo da poter effettuare un trattamento degli ambienti esterni da cui potenzialmente arrivano le cimici (principalmente aree verdi) a cui integrare gli accorgimenti già riportati in precedenza.

Nido di vespe da eliminare prima di essere invasi dalle vespe

Consigli su come allontanare le vespe

Allontanare le vespe: rimedi e consigli

Le vespe piacciono a poche persone, questo è un dato di fatto. Purtroppo, però, con l’inizio dei primi caldi, questo insetto sovente aggressivo si diffonde. Non è difficile vedere nidi di vespe in prossimità della propria casa, soprattutto se si abita in campagna, o quando felici e contenti si va al mare. Insomma, le vespe in queste tiepide giornate tornano alla ricerca di cibo, proprio come un altro insetto fastidioso, la zanzara.

Infatti, durante la stagione estiva si cibano prevalentemente di proteine per poi integrare con gli zuccheri verso l’arrivo dell’autunno. Quindi da qui si deduce che se si lasciano alimenti di questi tipi in giro, è facile vedere arrivare questo insetto fastidioso. Allontanare le vespe non è una cosa semplicissima, può volerci parecchio tempo e l’intervento di un professionista per convincerle.

 

Allontanare le vespe, ma non confonderle con le api

 

Buona parte della gente non sa distinguere un’ape da una vespa. Questa distinzione però è fondamentale perché le api sono insetti estremamente utili e poco aggressivi, attaccano solamente se si sentono in reale pericolo. Le vespe, di contro, per la maggior parte sono considerate dei parassitoidi, degli abili predatori che non solo risultano in certe condizioni molto pericolosi per l’uomo, ma anche per altre specie animali, basti pensare che vengono utilizzate per la lotta biologica ad alcuni parassiti delle piante.

Anche nel caso delle vespe però, bisogna andarci cauti ed eliminarle solamente quando arrecano un reale pericolo, diversamente andremo a modificare un equilibrio importante. In Italia abbiamo diversi tipi di vespe, ma quelle più diffuse appartengono a tre diverse specie. Tra queste, due specie sono molto comuni, la cosiddetta Vespa comune, il cui nome scientifico è Vespula vulgari, e la Vespa tedesca, la Vespula germanica, o anche conosciuta come Vespa di terra.

La Vespa cartonaia, invece, la Polistes gallicus, è meno aggressiva delle precedenti due tipologie. Conosciamole meglio.

  • Vespula vulgaris, la vespa comune:

è una vespa tipica dell’emisfero boreale e data la sua peculiare resistenza e aggressività, in Nuova Zelanda è considerata una specie invasiva. Questa vespa costruisce nidi cosiddetti cartacei, dal caratteristico colore grigio, e che sono generalmente realizzati all’interno di cavità naturali, come per esempio vecchie tane abbandonate.

La colonia è guidata da una regina, lei fonda la colonia e sceglie il luogo dove stanziarsi. Una vespa adulta di questa tipologia può misurare circa 17 mm, eccetto la regina, che può anche superare i 20 mm. Per colorazione può essere confusa con un’altra specie, la Vespula germanica.

  • Vespula germanica:

questa vespa è estremamente aggressiva. Si nutre prevalentemente di proteine della carne, ma le larve vengono alimentate con insetti che vengono catturati e imprigionati all’interno del favo, assieme alle uova, così, quando nasceranno le larve, troveranno già il cibo necessario.

La Vespula germanica è un insetto poco gradito per gli agricoltori dato che, nonostante sia prevalentemente carnivora, di quando in quando apprezza anche la frutta, recando così gravi danni nell’ambito della frutticoltura. Nonostante questi aspetti negativi, però, questa vespa riveste una certa importanza per quanto riguarda la lotta biologica contro certi parassiti.

Originaria dell’Europa, la Vespula germanica si è ormai diffusa ovunque, riuscendo ad ambientarsi praticamente a qualsiasi tipo di clima.

  • Vespa cartonaia:

appartiene alla categoria delle vespe sociali, per cui anche lei vive all’interno di una colonia che viene fondata dalla regina. Questa, feconda, supera l’inverno, in primavera quindi fonda la colonia. Una volta individuato il luogo ideale, raccoglie dei pezzi di corteccia che mastica fino a ridurli a una poltiglia di carta grezza e con essa costruisce l’alveare. Nel primo nucleo vengono deposte le uova, le vespe che nasceranno saranno le operaie. Il nido viene così ampliato, raggiungendo il massimo sviluppo attorno a luglio.

Pur simile alla vespa comune, questa vespa è molto meno aggressiva, attacca solo se viene pesantemente minacciata o infastidita.

 

Cosa fare se trovi un nido di vespe

 

I nidi, generalmente, vengono costruiti in luoghi riparati e dove la temperatura sia calda e secca, con un ingresso facilmente accessibile. Tra i luoghi prescelti, sovente, ci sono intercapedini, grondaie, sottotetti, garage, ma anche casette per uccelli. In ogni caso le vespe sono fantasiose, non di rado si trovano nidi costruiti all’interno di veicoli da tempo inutilizzate.

Se si vede un movimento di diverse vespe, è probabile che nelle vicinanze vi sia un nido, basta seguirne la traiettoria con discrezione per scoprirlo, generalmente è facile accorgersi di un’infestazione di vespe durante i mesi caldi, quindi d’estate.

Le dimensioni del nido variano nel tempo, come abbiamo già visto, si parte dal nucleo iniziale per poi vederlo ampliare durante l’estate. Mediamente un nido può diventare grande quanto un pallone da calcio, in questo caso può essere molto pericoloso, la presenza di questi nidi va segnalata al Comune di appartenenza.

Se hai individuato un nido di grandi dimensioni devi necessariamente chiamare un professionista della disinfestazione. Rimuoverlo da solo può essere estremamente pericoloso. In genere, se sono presenti più nidi, si consiglia di attendere l’arrivo della stagione più fredda per eliminarli, ma se la presenza delle vespe dovesse diventare insostenibile, si dovrà procedere con una disinfestazione professionale e accurata.

 

Cosa non si deve mai fare in presenza di vespe

 

Le vespe, anche le più aggressive, attaccano solo se si sentono minacciate. Il problema è capire cosa sia per loro una minaccia. Intanto iniziamo a definire cosa invece le attrae: i cibi e i colori sgargianti, dato che possono scambiarci per dei fiori. Va da sé che in questo casi le vespe si sentiranno attratte e noi, come normale reazione cosa facciamo? Agitiamo le mani per scacciarle o ci mettiamo a correre per seminarle. Ed ecco che arriva una bella puntura.

Questo comportamento non va bene. Se una vespa si avvicina con insistenza, dobbiamo cercare di mantenere la calma, nascondere il cibo che la attrae e allontanarci. Mai agitare le mani cercando di colpirla per allontanarla perché intenderebbe questo nostro gesto come una minaccia pesante. In presenza di vespe dobbiamo proteggere il viso e le mani perché sono le parti più esposte.

 

Intervento professionale

 

Ovviamente, se l’infestazione di vespe è importante, dobbiamo assolutamente chiedere l’intervento di un esperto. In genere il professionista effettua un sopralluogo per valutare l’entità dell’infestazione. I professionisti indossano adeguate protezioni e irrorano il disinfestante. I nidi vengono rimossi con l’ausilio di agenti chimici che servono per abbattere le vespe presenti all’interno, una volta abbattute si procede alla rimozione manuale.

Si tratta di interventi molto complessi, come detto, e che richiedono l’intervento di personale esperto e ben equipaggiato, non si deve mai azzardare la rimozione di un nido da soli perché gli esiti potrebbero davvero essere disastrosi. Sarebbe anche auspicabile non uccidere le vespe perché producono ferormoni che ne attrarrebbero delle altre.

derattizzazione con getti di veleno

Quali sono le normative per la derattizzazione?

Derattizzazione: la soluzione per tenere lontani pericolosi roditori

Non esiste un luogo completamente protetto contro le intrusioni di insetti, microorganismi o, peggio ancora, di roditori.

Piccola azienda, capannone industriale riservato ai dipendenti, uffici o negozi aperti al pubblico. Aree collocate in aperta campagna o nel centro della città. Nessuno è completamente esente da interventi di derattizzazione e disinfestazione. Non devi farti prendere dal panico perché noi di BSF abbiamo una soluzione semplice e sicura. Basta effettuare una manutenzione costante realizzata da esperti del settore.

Gli interventi di pulizia e derattizzazione devono essere periodici ed eseguiti con prodotti specifici. È possibile sradicare il problema alla radice e lavorare in un ambiente sano. Bisogna, però, tenere lontani i roditori senza danneggiare la salute di chi vive o occupa quegli spazi.

Per riuscire in questo intento non affidarti alla derattizzazione fai da te. Polveri e spray repellenti possono andare bene per un weekend in campeggio ma certamente non in un’azienda.

Derattizzazione: normativa di settore

Quando si parla di derattizzazione e disinfestazione normativa di riferimento bisogna andare indietro con la memoria fino alla legge n. 82 del 1924. In essa è stata sintetizzata la “Disciplina delle Attività di Pulizia, di Disinfezione, di Disinfestazione, di Derattizzazione e di Sanificazione”.

Sono passati alcuni decenni prima che il legislatore italiano ed europeo comprendesse l’importanza della pulizia e degli standard di qualità. Dagli anni ’90 in poi si è registrata un’abbondante produzione normativa basata su decreti, ordinanze, circolari, direttive e normative UNI. Non esiste un testo unico riassuntivo che possa dare della derattizzazione definizione esaustiva, modalità di interventi e regole da seguire.

Un tentativo di realizzare una “legge – quadro” era, però, avvenuto con il decreto legislativo n. 274 del 1997. Si trattava di una regolamentazione che mirava a far capire l’importanza di una derattizzazione urgente e le modalità per realizzarla. In essa era stata inserita per la derattizzazione significato e finalità.

Si legge nel decreto che “sono attività di derattizzazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni di disinfestazione atti a determinare o la distruzione completa oppure la riduzione del numero della popolazione dei ratti o dei topi al di sotto di una certa soglia”.

A seguire cercheremo di tracciare il panorama normativo, passato e presente, prodotto per garantire una derattizzazione efficace.

Topi in casa: come agire.

La presenza di un topo in casa è una sensazione sgradevole che rischia di mettere a soqquadro il nostro stile di vita. Infatti i roditori trovano nelle nostre case una riserva di cibo pressoché illimitata insieme a comodi angoli in cui realizzare in piena tranquillità la loro tana e riprodursi.
Quando trovano queste condizioni ideali i topi si riproducono rapidamente, infestando l’intera casa e diventando un problema serio per la nostra salute.
Di norma all’inizio i topi si avventurano i cerca di cibo solo la notte, ma se la colonia è diventata abbastanza numerosa questi diventano più intraprendenti ed è possibile vedere un esemplare anche in pieno giorno
A questo punto è importante agire immediatamente per liberarsene, prima che prendano possesso della nostra casa e delle nostre vite.

I segni della presenza del roditore

La presenza di un topo in casa lascia delle tracce inevitabili che ci confermano la sua presenza.
Bisogna sapere che il topo ha dei percorsi abitudinari per recarsi dalla tana alla fonte di cibo, percorsi riparati da mobili lungo i quali è possibile trovare le tracce.
Le tracce più appariscenti sono gli escrementi, lunghi circa mezzo centimetro ed ovali, che si possono trovare lungo il percorso, quindi a ridosso di pareti o dietro ai mobili.
Sempre a ridosso delle pareti, nei punti più irregolari e ardui del percorso possiamo trovare dei peli o macchie di grasso corporeo del roditore.
I mobili a loro volta possono presentare i tipici segni di rosicchiamento, e se il roditore proviene dall’esterno i rosicchiamenti si riscontrano anche negli infissi. Così come i topi trovano irresistibili le guaine dei cavi elettrici, provocando la rottura del filo elettrico e a volte anche corto circuiti.
Giornali o libri rosicchiati indicano la presenta di una tana pronta per la riproduzione. Infatti la carta sminuzzata viene usata per rendere più accogliente la tana per i topolini della nidiata.
Altro indizio rivelatore della presenza del topo, soprattutto nelle cantine o nei solai, è la presenza delle impronte impresse nella polvere.

Rendiamogli la vita difficile!

Per rendere la vita difficile al topo il primo passo è fargli sudare il pasto, e visto che predilige i cereali è bene che farina, pasta e altri alimenti sfusi della nostra dispensa siano posti in contenitori Anche gli avanzi dovranno essere posti in contenitori con coperchio, in luoghi difficilmente accessibili, e gli avanzi del cibo degli animali domestici non devono essere lasciati nelle ciotole, invitando così il nostro ospite ad un comodo pasto, ma gettati insieme agli avanzi di cibo.
Controllare attentamente porte ed infissi, soprattutto i cassonetti delle tapparelle, per individuare delle aperture attraverso le quali possiamo essere visitati dai roditori. Queste vanno chiuse con una rete di ferro dalle maglie adeguate ad evitare che il topo le attraversi e controllate periodicamente.
Anche i buchi nelle pareti o nel soffitto dovranno essere chiusi inserendo una rete di ferro.
Librerie e cassetti andranno puliti e controllati attentamente per individuare altri punti di passaggio da chiudere
Con questi accorgimenti molto probabilmente non ci libereremo dei topi, ma possiamo sperare che nel frattempo trovino altre riserve di cibo da cui attingere, che non siano le nostre.
Se invece vogliamo liberarci della sgradita presenza, dobbiamo ricorrere ad un servizio professionale di derattizzazione, che provvederà ad attuare tecniche di allontanamento e derattizzazione che non arrecano danni agli animali domestici o che siano pericolose per i bambini.
Con un monitoraggio continuo e costante la presenza dei topi nella nostra casa non sarà più un problema e ci potremo riappropriare tranquillamente dei nostri spazi.

come eliminare le cimici del letto

Cimici del letto: come individuarle e come eliminarle

Come eliminare le cimici del letto

Alcuni consigli su come eliminare le cimici del letto. Innanzitutto bisogna essere certi che sia questo il parassita che vi visita mentre state dormendo. Se vi svegliate con delle piccole macchioline rosse che provocano prurito sulle braccia o sulle gambe, probabilmente state ospitando delle cimici da letto, alle quali fornite un comodo rifugio e alimentazione. E se spostando il lenzuolo trovate anche macchie di sangue, le probabilità che aumentano.

Le conferme dell’infestazione.

Se gli indizi delle macchie rosse su braccia e gambe insieme al ritrovamento di macchie di sangue sulle lenzuola ci portano a pensare di alloggiare delle cimici da letto, la conferma può arrivare da una ispezione alla ricerca di un ulteriore indizio: le feci del parassita.
Le cimici da letto si nutrono abbondantemente di sangue, e una volta sazie si spostano più lentamente, defecando durante il tragitto verso il rifugio. Le feci sono costituite da escrescenze liquide di colore scuro che vengono assorbite dai tessuti e, se deposte su materiali impermeabili, solidificano apparendo visivamente come piccoli puntini neri. E’ importante rilevarle nei pressi del letto perché la tana dei parassiti è in un raggio relativamente vicino alla fonte di alimentazione.
Se anche l’ultimo indizio è stato rilevato, bisogna correre ai ripari.

Come sono arrivate in casa le cimici del letto?

Le cimici del letto non hanno ali, quindi non potendo volare sono entrate in casa vostra in molti modi. Il più classico è quello di ritornare a casa dopo essere stati in un luogo infestato infestato dai parassiti che hanno trovato un riparo tra i vostri vestiti e le vostre valigie. Non è quindi un problema di pulizia, ma di intrusione.
Una volta giunte in casa cercano un tranquillo rifugio in angoli angusti, come possono essere delle fessure nel muro, dei distacchi della carta da parati o dello zoccolino battiscopa, comodini o testiere del letto, e buon ultimo il materasso.
Trovato il riparo ideale, in prossimità della fonte di alimentazione, questi parassiti, se trovano le condizioni ideali si riproducono e proliferano in maniera esponenziale divenendo un serio problema.

Come eliminare le cimici del letto

Si può iniziare procedendo con una pulizia profonda della zona del letto e delle sue vicinanze, compresi armadi, comodini, tappeti e poltrone e da alcuni suggerimenti quali:
1) pulire accuratamente la zona intorno al letto con un aspirapolvere avendo particolare cura insistendo laddove sono presenti fessure, distacchi e ogni posto riparato dalla luce diretta che potrebbe essere usato come rifugio.
2) Se ci sono fessure o distacchi dello zoccolino o della carta da parati bisogna eseguire dei ripristini con stucco per le fessure, reincollando la carta da parati distaccata e rinsaldando lo zoccolino battiscopa.
3) La biancheria va lavata ad alte temperature (60° C o superiore) mentre i cuscini e le coperte di lana vanno inseriti in un sacco di plastica e lasciati per un 5/6 ore nel congelatore.
4) Il materasso va passato con vapore caldo per eliminare i parassiti intrufolatisi nelle cuciture.
Nel caso tutto quanto sopra non fosse sufficiente bisogna ricorrere ad un disinfestatore che, dopo aver condotto una ispezione accurata, interverrà con insetticidi professionali messi a punti specificamente per la cimice del letto.

la pulizia dei silos

La pulizia dei silos: quando e come

La pulizia dei silos

I silos vengono impiegati per il deposito di molti prodotti, come mangimi, cemento, polveri volatili, gesso, soda, polveri industriali e prodotti agroalimentari e farmaceutici.
La pulizia dei silos diviene necessaria per aumentare l’efficienza dei silos stessi e comporta lo smaltimento e la disincrostazione della struttura attraverso strumenti meccanizzati. Questa non deve essere confusa con il lavaggio dei silos, in cui gli spazi interni ed esterni degli edifici vengono ripuliti con opportune sostanze liquide.
La tecnica più semplice per la pulizia dei silos è quella manuale, dove un operaio, aiutandosi con una fume, si cala all’interno della struttura e libera il materiale contenuto.

Le problematiche legate ai silos

Le principali problematiche legate al silo sono due:
-rat holing, dove residui vanno a compattarsi sulle pareti del silo. Questo non solo riduce la capienza ma influenza anche il controllo della qualità. Generalmente, per aumentare l’efficienza dei silos, il materiale più vecchio viene utilizzato per primo ma in caso di rat holing questo processo viene compromesso;
bridging, avviene principalmente quando la via di uscita dello sbocco viene bloccata.

I macchinari per la pulizia dei silos

Esistono diversi metodi che vengono utilizzati per la pulizia dei silos.
-Cannoni d’aria: è una delle tipologie più usate e prevede l’utilizzo di molteplici unità di cannoni d’aria con un funzionamento ad aria compressa.
-Camicie metalliche ed imbottiture gonfiabili: sono semplici da montare nei silos vuoti e offrono un grande aiuto nello sgrossare eventuali residui di materiale sulle pareti.
-Idrauliche a frusta o macchinari idraulici: si tratta di specifici macchinari che possono essere utilizzati nel “”tagliare”” gli accumuli presenti nel silos.
-Incamiciature a basso attrito: si tratta di sistemi semplici da montare all’interno dei silos ma devono essere maneggiati con cura, poiché un utilizzo errato potrebbe comportarne l’erosione, contaminando il prodotto o l’ambiente circostante.
-Fluidificazione della membrana ad un senso: viene principalmente usata per operare la rimozione di materiali compatti.

Generalmente la pulizia dei silos viene affidata ad imprese specifiche, le quali utilizzano diverse strategie a seconda dello stato del silo.

derattizzazione nella grande distribuzione organizzata

Derattizzazione nella Grande Distribuzione Organizzata

Per la derattizzazione nella Grande Distribuzione Organizzata è necessaria una costante prevenzione contro la presenza di qualsiasi tipologia di infestazioni: siano esse di germi e parassiti, siano esse dovute alla presenza di animali quali ratti o insetti come scarafaggi, occorre intervenire tempestivamente con profilassi, presidi e semplice rispetto del buon senso. In caso contrario a rimetterci sarà non solo la salute dei clienti consumatori ma anche il buon nome dello stesso brand.

Derattizzazione nella Grande Distribuzione Organizzata: il monitoraggio

Una prevenzione mirata attraverso ispezioni e periodici interventi di monitoraggio dovrebbero assicurare soluzioni efficaci e durevoli nel tempo, soprattutto in grandi catene dove le aree adibite allo stoccaggio sono ampie e colme di merce. Laddove ciò non dovesse bastare, spesso proprio a causa di magazzini di approvvigionamento enormi oppure a causa della presenza di aree esterne in prossimità di fiumi, occorre intervenire proteggendo le merce dall’attacco di insetti e roditori con una vera e propria derattizzazione preventiva, magari effettuata con più cicli d’intervento a distanza di breve tempo l’uno dall’altro. Molte sono le aziende specializzate nel settore che si occupano della derattizzazione nella Grande Distribuzione Organizzata con interventi rapidi e risolutivi.

Non sottovalutare i rischi

Tanto maggiore è la notorietà del brand tanto più elevato sarà il danno d’immagine qualora si scoprisse la presenza di infestazioni di roditori, che oltre a compromettere la reputazione di un marchio, sono purtroppo una potenziale causa per pericolosissimi danni sanitari. Ma in cosa consiste un intervento di derattizzazione nella Grande Distribuzione Organizzata? Alla base ovviamente ci deve essere una costante e minuziosa pulizia di tutte le aree del supermercato/ipermercato; detto questo un normale monitoraggio degli infestanti porterà ad un intervento di derattizzazione mirato. Questo intervento si svolge attraverso il posizionamento di trappole specifiche come gli ultimi ritrovati funzionanti con le onde sonore, oppure con presidi tossici ma sicuri per le persone, avendo la massima attenzione a posizionarli nelle aree in cui vengono preparati gli alimenti freschi e in zone in cui vengono stoccate merci deperibili.

la disinfestazione nel condominio

La disinfestazione nel condominio

La disinfestazione del condominio

La disinfestazione nel condominio è molto importante, poiché viene considerata la prima barriera di difesa nei confronti di insetti di ogni genere che potrebbero entrare in casa se non vengono effettuate regolari opere di manutenzione.
La loro presenza, infatti, costituisce una fonte di pericolo per la nostra salute, in quanto potrebbero essere veicolo di alcune malattie. Mosche, pulci, zanzare, blatte, zecche e tutti gli altri insetti infestanti potrebbero essere portatori di agenti microbici.
Le disinfestazioni costituiscono delle vere e proprie opere di prevenzione per preservare la nostra quiete in casa, oltre a mantenere l’alto il prestigio dell’abitazione in cui viviamo.
Generalmente, i piani di disinfestazione vengono affidati ad imprese specializzate che dopo aver effettuato un attento sopralluogo per osservare l’eventuale stato di infestazione, mettono in atto strategie adeguate alla risoluzione del problema, utilizzando prodotti non nocivi per l’uomo e per l’ambiente.

Chi ha il compito di eseguire la disinfestazione condominiale

La disinfestazione nel condominio viene regolamentata dalla legge L.25 Gennaio 1994 n.82 (Gazzetta Ufficiale n.27 del 3 Febbraio 1994), la quale impone che le opere di disinfestazione, pulizia e disinfezione siano compito degli amministratori condominiali.
In particolare, la legge precisa che gli amministratori condominiali siano obbligati ad eseguire regolari opere di manutenzione per evitare di incorrere in sanzioni.
Devono, infatti, mantenere il decoro e la pulizia delle scale, del cortile e di tutti gli ambienti annessi all’abitazione. Per tale ragione devono affidarsi ad un’impresa di pulizia specializzata nella disinfestazione e stabile, secondo contratto, i modi e i tempi del servizio.

Quando pianificare gli interventi di manutenzione

L’amministratore condominiale deve pianificare interventi di disinfestazione nel condominio regolari con una cadenza annuale e qualora sia presente una fossa biologica autonoma deve provvedere anche alla deblattizzazione delle reti fognarie.
Oltre agli interventi ordinari, l’amministratore ha l’obbligo di intervenire in qualsiasi momento quando è sospetta la presenza di infestanti come roditori, blatte e ogni altro tipo di insetti.
Alla fine dell’anno contabile, l’amministratore deve presentare in bilancio tutte le opere d’intervento ordinario e straordinario che sono state effettuate nel condominio.

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