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Quali sono gli insetti primaverili?

Le temperature stanno aumentando gradualmente e la Primavera è alle porte. In questo periodo dell’anno assistiamo ad un vero e proprio ritorno degli insetti, che in inverno sembravano quasi essere scomparsi. Ma quali sono gli insetti primaverili che arrecano maggior fastidio all’uomo? Scopriamoli insieme!

 

PROCESSIONARIA

Periodo: marzo

La Thaumetopoea pityocampa, più nota come Processionaria del Pino,  è molto pericolosa soprattutto per bambini e animali domestici, in quanto si nasconde molto bene tra la vegetazione e i suoi peli urticanti causano importanti irritazioni se entrano in contatto con la pelle o con le mucose di naso, occhi e bocca. Tra febbraio e marzo la larva scende dall’albero per formare un “bozzolo” sotto terra, in attesa di venirne fuori in estate. Gli interventi di prevenzione mirano ad evitare proprio la discesa dall’albero, al fine di rimuovere le larve ed evitare un’infestazione massiccia.

 

ZANZARA

Periodo: aprile

Dopo l’inverno le zanzare depongono un numero abbondante di uova in acqua e, sfruttando le calde temperature primaverili, si riproducono velocemente, fino a raggiungere picchi altissimi in estate. Intervenire in Primavera risulta strategico al fine di evitare lo sviluppo delle uova in adulto, attraverso interventi antilarvali. Si procede individuando i focolai per poi eliminarli attraverso insetticidi specifici. Altra azione importante è lo svuotamento di vasi e sottovasi da ogni forma di acqua stagnante, ambiente ideale per la deposizione della uova.

 

API, VESPE E CALABRONI

Periodo: aprile e maggio

Api, Vespe e Calabroni sono soliti sciamare nei mesi di aprile e maggio, andando alla ricerca di nuovi luoghi dove riprodursi. In questo periodo dell’anno è molto comune individuare nuovi nidi, che vanno prontamente eliminati. Per farlo, però, è sconsigliatissimo improvvisarsi disinfestatori. Questi insetti sono muniti di pungiglione e se attaccati rispondono prontamente in gruppo pungendo il nemico.

 

BLATTE

Periodo: marzo

Le blatte stazionano in ambienti frequentati dall’uomo (case, uffici, depositi, scuole, etc.) durante tutto l’anno, perché non hanno problemi legati ai cambiamenti climatici, essendo in grado di trovare condizioni favorevoli costanti tutto l’anno (caldo d’inverno e fresco d’estate). In Primavera, però, grazie all’aumento delle temperature, trovano un ambiente particolarmente favorevole, e assistiamo a vere e proprie esplosioni di infestazioni. Risulta, pertanto, assolutamente strategico iniziare gli interventi di disinfestazione non appena le temperature iniziano ad alzarsi, al fine di evitare una massiccia riproduzione.

bonifica guano di piccioni

Guano di piccione, come eliminarlo in modo efficace

Balconi, marciapiedi, ringhiere e persino noi stessi: nulla è al riparo dalla possibilità che un piccione decida di espletare proprio lì le proprie funzioni fisiologiche. Se da un lato gli escrementi di questi animali danno fastidio esteticamente, dall’altro sono pericolosi: contengono infatti quantità elevate di batteri e di sostanze nocive, sia per l’uomo che per gli arredi, pertanto vanno puliti quanto prima e con le dovute precauzioni. Ma andiamo con ordine!

Come rimuovere gli escrementi dei piccioni?

La rimozione del guano dei piccioni va affrontata con la giusta attrezzatura. Guanti di gomma, mascherina, carta assorbente, stracci usa e getta ed acqua sono gli oggetti indispensabili per la riuscita dell’operazione.

Per prima cosa il consiglio è quello di utilizzare una scopa rigida per poter spazzare via quanto più residuo “solido” possibile, in particolare una volta che il guano è secco. Successivamente, attraverso l’uso di una pompa destinata all’irrigazione o, in assenza di quest’ultima, di un secchio rimuovete il grosso dello sporco con semplice acqua, meglio se calda. Infine con una spugna abrasiva e un composto di acqua ed ammoniaca (o del comune detergente per pavimenti) frizionate bene la superficie intaccata, per eliminare ogni residuo.

Quanto illustrato è la fase di pulizia grossolana; un consiglio che possiamo dare è quello di utilizzare il bicarbonato comune per facilitare, attraverso la sua effervescenza, la rimozione dello sporco ostinato. Una volta terminata questa fase la superficie in questione va nuovamente lavata, affinché ogni minimo residuo sia rimosso, e se possibile va aggiunto del repellente per piccioni, va benissimo anche la classica ammoniaca. Così facendo il volatile indesiderato non tornerà, almeno non a breve!

I rifiuti che otteniamo dalla pulizia effettuata non devono assolutamente entrare in contatto col nostro corpo, quindi ogni elemento utilizzato (stracci usa e getta, carta, guanti) deve essere riposto in un sacchetto e smaltito in tutta sicurezza.

In caso di mancanza di misure preventive, tuttavia, il problema volatili potrebbe tornare a ripresentarsi.
Pertanto il consiglio è quello di affidarsi, almeno le prime volte, a ditte specializzate nel pulire gli escrementi degli uccelli; non solo saranno in grado di pulire tutto alla perfezione, ma effettueranno operazioni di disinfestazione dai piccioni, curando anche lo smaltimento successivo dei rifiuti.

Un trattamento completo che impedirà a noi di farci del male e ai piccioni di tornare a tormentarci, o ad imbrattare con i loro escrementi il condominio o la casa.

Le malattie che può trasmettere il guano di piccione

 

Bene, ora abbiamo capito come si pulisce il guano di piccione. Ma cosa può succedere se ci entriamo in contatto senza protezioni? Quali sono le malattie trasmesse dai piccioni all’uomo, e quali sono i rischi per l’ambiente?

Andiamo con ordine, partendo dai rischi per l’ambiente.
Sempre più spesso vediamo, nelle nostre città, delle zone letteralmente ricoperte dal guano dei piccioni; i monumenti in particolare sono obiettivi sensibili, ma i grigi volatili non disdegnano nemmeno balconi, ringhiere, grondaie e comignoli.

L’azione distruttiva comincia dal momento in cui i piccioni scelgono un bersaglio: la loro ricerca di minerali dalle sostanze che trovano per strada inevitabilmente li porta a beccare pietre e sassi, corrodendoli e (a lungo termine) rompendoli. In particolare in presenza di fessure, esse vengono allargate, creando scompensi e danni.

Successivamente c’è l’espulsione di quanto ingerito: il famoso, e famigerato guano. L’escremento si mescola agli agenti atmosferici presenti in natura e, in combinazione con l’umidità, ha un’azione corrosiva su marmi e intonaci. L’acqua ha una forte interazione con tutto ciò: in caso di pioggia infatti il guano viene trasportato all’interno di fori e fessure, permettendogli di agire in profondità.

Ma l’azione negativa degli escrementi non termina qua: essendo sostanze organiche, permettono lo sviluppo di funghi e batteri, che vanno a intaccare gravemente alcuni materiali usati comunemente nell’edilizia, come ad esempio il marmo. Alcuni batteri, chiamati “solfobatteri”, sono famosi proprio per questo: lo zolfo presente nell’aria viene trasformato da essi in acido solforico, in grado di attaccare pesantemente il carbonato di calcio di cui è composto il marmo.

L’acido solforico è anche uno degli elementi presenti nel guano di piccione più dannosi per l’uomo; non dovremmo infatti limitarci ad imprecare, quando veniamo colpiti da un escremento di tali uccelli, bensì dovremmo pulirlo immediatamente e fare tutto il possibile per evitare il contatto con la pelle.

Gli escrementi di piccione sono veicolo di numerosi agenti patogeni, motivo per il quale la popolazione di questi animali andrebbe sempre monitorata e contenuta prima dell’arrivo allo status di “infestazione”.

In quasi tutte le città, soprattutto ultimamente, assistiamo a dei fenomeni particolari; ci sono delle zone, degli angoli o delle vie che sembrano dei veri e propri “poligoni di tiro” per piccioni cecchini. Non si sa, e probabilmente non si saprà mai, il motivo per il quale i volatili abbiano deciso di colonizzare un particolare territorio all’interno di una città e non, magari, la via 5 metri affianco; l’unica cosa certa è che entrando in quella via, o stiamo attenti, o probabilmente usciremo con almeno un “ricordino”.

Non è affatto piacevole essere sporcati dal guano di piccione, soprattutto prima di una giornata lavorativa; non è piacevole nemmeno scoprire che l’escremento ha un elevato potere corrosivo non solo per i monumenti, come spiegato in precedenza, ma anche per i tessuti che comunemente indossiamo. inutile girarci intorno: se mai dovessimo incappare in una macchia causata da un piccione, è concretamente possibile che la macchia non venga mai via al 100%, proprio a causa della corrosione, che intacca colori e composizione dei tessuti,

Ultimi, ma non meno importanti, sono i problemi alla salute che possono giungere dal contatto con gli escrementi di piccione. Il pericolo si annida nella composizione chimica del guano stesso: è infatti ricco di batteri, alcuni dei quali pericolosi per la salute umana.

Uno dei principali agenti patogeni è quello della salmonella: il batterio, portatore dell’omonima malattia, è in grado di causare nell’uomo forti dolori e malessere diffuso; attualmente la salmonella non è più mortale come un tempo, ma si tratta sempre di un malanno che se non curato in tempo può avere strascichi molto gravi.

Un secondo batterio che compone il guano di piccione è l’escherichia coli, in grado di provocare nell’uomo gastroenteriti fortissime e davvero fastidiose. Segnaliamo anche la psittacosi, che è anche in grado di passare da uomo a uomo se non trattata. Si presenta come una febbre molto alta, alla quale si unisce sudorazione, nausea, diarrea, cefalea ed è pericolosissima per le donne in stato di gravidanza e per il loro feto, potenzialmente addirittura mortale.

L’ammalarsi a causa delle feci di piccione non è tuttavia comune, bisognerebbe esserne proprio in costante e continuo contatto; tuttavia è fondamentale prendere delle precauzioni e stare molto attenti, sia nel momento in cui decidiamo di pulire i nostri balconi / ringhiere sia nel momento in cui, passeggiando, inavvertitamente entriamo in contatto con detti escrementi.

Sanitizzazione ambientale

Cos’è e come funziona la sanificazione ambientale?

Cos’è la sanificazione ambientale?

Una precisa definizione del termine “sanificazione” non è semplice da trovare. Tuttavia, l’obiettivo della sanificazione risulta chiaro, e viene chiarito dalla parola stessa: l’obiettivo di queste procedure è infatti quello di rendere letteralmente sano, ovvero salubre, un ambiente. Il pericolo, infatti, è che eventuali agenti microbiologici e non possano mettere in serio pericolo la salute dell’essere umano.
Molto spesso, sanificazione e disinfezione vengono considerate come sinonimi, ma è bene sapere che non è affatto così. Indubbiamente i concetti sono tra loro correlati tra loro, ma non coincidono: la disinfezione è compresa nella sanificazione.

Si può in effetti dire che la sanificazione consta di due momenti ben distinti, che sono la detersione e la disinfezione. Con il primo procedimento, l’obiettivo è quello di allontanare lo sporco visibile a occhio nudo (si pensi a polveri, tracce di cibo e incrostazioni varie), utilizzando utensili in grado di esplicare un’azione meccanica (tra cui scope, aspirapolveri e altri strumenti) nonché detergenti a basse concentrazioni.

Lo scopo della disinfezione, al contrario, è quello di abbattere drasticamente la carica microbica di una superficie o di un generico substrato, adoperando un disinfettante specifico e in concentrazioni tali che i suoi fumi non possano recare danni all’uomo (bisogna infatti considerare che molto spesso i disinfettanti sono composti chimici molto potenti).

A sua volta, la disinfezione è distinta dalla sterilizzazione, che può o meno essere necessaria (a seconda del contesto al quale ci si riferisce) e che quindi non sempre è inclusa nel processo di sanificazione. Mentre, infatti, nella disinfezione si ha la riduzione della carica microbica complessiva entro limiti accettabili e la distruzione dei patogeni, nella sterilizzazione si ottiene l’annientamento di tutte le forme di vita non visibili a occhio nudo.
Sulla base di quanto detto finora, è più facile comprendere com’è composto il processo di sanificazione. Nello specifico, questo consta di 4 fasi distinte, che possono essere così descritte:

  • Detersione;
  • risciacquo;
  • disinfezione;
  •  risciacquo.

La presenza per ben due volte dell’operazione di risciacquo non è ridondante, ma al contrario necessaria. Poiché sia nel caso della detersione che della disinfezione vengono utilizzati prodotti chimici, il risciacquo è fondamentale per avere la certezza che tali composti non lascino residui e non rappresentino un pericolo equivalente, se non superiore, a quello microbiologico.

Quali sono i prodotti per la sanificazione? Come già accennato si suddividono in detergenti e disinfettanti.
I detergenti hanno fondamentalmente l’obiettivo di allontanare residui di grasso, unto o incrostazioni dalle superfici; per raggiungere questo obiettivo, le sostanze che vengono impiegate sono principalmente tensioattivi, in grado di emulsionare il grasso adeso alla superficie con l’acqua imbibita nella spugna o nello strumento utilizzato per la detersione. Il grasso legato viene quindi allontanato mediante un’azione meccanica.

Per la disinfezione, invece, è necessario impiegare prodotti in grado di distruggere i microrganismi (è bene ricordare che questi solitamente non hanno effetto sulle spore). Tra questi è possibile citare la formaldeide, alcuni composti dell’ammonio e alcoli, i quali non devono essere solamente applicati, ma devono restare in contatto con la superficie per un certo intervallo di tempo, detto “tempo d’azione”.
È necessario seguire strettamente le indicazioni riportate sulla confezione, per tutelare la propria salute e quella degli altri. Sono inoltre da evitare i mix di sostanze differenti, le quali potrebbero dar vita a composti tossici sconosciuti e potenzialmente dannosi.

Quali sono le differenze tra sanificazione ospedaliera e casalinga?

In linea di principio, tra la sanificazione ospedaliera e quella casalinga non dovrebbe esservi alcuna differenza. La sanificazione è un processo che, come descritto in precedenza, presenta delle operazioni piuttosto precise e il cui ordine è piuttosto rigido.
Tuttavia, è intuibile come sia necessario effettuare le operazioni discusse in precedenza con maggiore rigore in ambito ospedaliero. Poiché, infatti, si tratta di un luogo pubblico nel quale transitano centinaia di persone ogni giorno, e che può in alcuni casi rappresentare un vero e proprio covo di microrganismi, la sanificazione deve essere applicata frequentemente e deve risultare totalmente efficace. In ambito ospedaliero, dunque, si utilizzano certamente detergenti e disinfettanti più concentrati, che possono essere adoperati esclusivamente da personale istruito in maniera idonea.

In ambito ospedaliero, è l’OSS che applica il processo di sanificazione. L’Operatore Socio Sanitario, infatti, è una figura che può assolvere questo ruolo in maniera completa e adeguata, grazie alla propria preparazione.

La sanificazione della casa è indubbiamente più semplice di quella ospedaliera. Innanzitutto, in commercio esistono diversi prodotti che fungono sia da detergente che da disinfettante. Si tratta di preparati industriali non professionali (ma non per questo meno pericolosi) che consentono di garantire pulizia e salubrità alla propria dimora. Solitamente questi prodotti prevedono un tempo di contatto molto limitato, e non prevedono iter da seguire particolarmente inflessibili.

Sanificazione per HACCP, quali sono le differenze?

Quando si parla di HACCP ci si riferisce indubbiamente alle aziende che operano nel settore alimentare, a qualunque livello. HACCP è una sigla che sta per “Hazard Analysis and Critical Control Points” (ovvero “Analisi del Pericolo e Punti Critici di Controllo”), ed è uno strumento molto efficace la cui adozione è resa necessaria per tutte le imprese da un regolamento del 2004 che permette di tenere sotto controllo tutti i pericoli che possono recare un serio danno alla salute del consumatore.

La sanificazione per l’HACCP è sicuramente un aspetto indispensabile: nel manuale di autocontrollo delle aziende alimentari è prevista la descrizione accurata della procedura in questione, con tutte le informazioni rilevanti tra cui tempi d’azione dei detergenti/disinfettanti, la concentrazione degli stessi, le metodiche di applicazione e l’operatore responsabile dell’azione.

La sanificazione nell’industria alimentare è assolutamente indispensabile. Poiché si tratta principalmente di aziende che manipolano gli alimenti, destinati a entrare all’interno dell’organismo umano, è importante garantire che il contatto con le superfici non apporti una carica microbica eccessiva.

L’oggetto della sanificazione all’interno dell’industria alimentare può differire a seconda del settore nel quale opera la specifica azienda. Ad esempio, se l’impresa manipola la carne o i vegetali freschi, senza ombra di dubbio sarà necessario sanitizzare frequentemente le superfici sulle quali avvengono le operazioni; al contrario, nel caso in cui l’azienda operi nel settore conserviero, la sanitizzazione delle tubature (e in particolare dei punti in cui si possono concentrare le materie prime) assume una maggiore importanza rispetto a quella delle superfici.
Inoltre, nel settore alimentare è ancor più semplice comprendere l’importanza delle fasi di risciacquo: qualora queste non avvenissero – o non fossero condotte in maniera efficace – i cibi posti a contatto con le superfici potrebbero poi essere contaminati dalle sostanze chimiche presenti nelle soluzioni adoperate.

Naturalmente, da questo punto di vista è anche importante la scelta dei disinfettanti per industria alimentare. Il prodotto più indicato da adottare è quello che garantisce risultati migliori, con un potenziale danno per il consumatore finale estremamente limitato o nullo. È proprio per questo motivo che i ricercatori sono attenti a sviluppare nuovi disinfettanti potenzialmente biocompatibili (e non tossici, come quelli attualmente diffusi), oltre che procedure di sanitizzazione completamente innovative e innocue per la salute umana.

disinfestazione nelle scuole

Disinfestazione nelle scuole, è obbligatoria?

Le scuole sono luoghi frequentati giornalmente da molte persone, per questo è di fondamentale importanza garantire a tutto il personale scolastico e agli alunni un ambiente salubre nel rispetto degli obblighi igienico-sanitari previsti dalle normative vigenti.

Insetti come le blatte possono essere vettori di germi e batteri responsabili di molte malattie pericolose per l’uomo, come la salmonellosi e il colera e il contatto diretto con questi insetti o con i loro escrementi può dare luogo a reazioni allergiche.

Per queste ragioni un luogo come la scuola i controlli devono essere più frequenti rispetto all’abitazione, così da non mettere in pericolo la salute dei giovani.
Proprio per questo motivo, in caso di un’infestazione è stata imposta dal Ministero della Salute una disinfestazione obbligatoria nelle scuole finalizzata a responsabilizzare i dirigenti scolastici a provvedere affidandosi a ditte specializzate nella lotta agli infestanti.

Perché è importante la disinfestazione nelle scuole?

La presenza di blatte e altri insetti infestanti è vista come indice di scarsi controlli in un ambiente che richiede la massima sorveglianza, per questo è inaccettabile, contro infestanti nocivi per la salute di grandi e piccoli.

Molti istituti scolastici, per la loro particolare struttura architettonica, sono ambienti ideali per l’ingresso di insetti infestanti, che qui trovano un habitat perfetto per nidificare e prosperare indisturbati anche grazie all’abbondanza di cibo e di anfratti in cui rifugiarsi.

L’alto grado di pericolo che questi infestanti provocano in un’area comune richiede una risposta tempestiva ed efficace.

In caso di avvistamento di scarafaggi nei locali interni ed esterni delle scuole, studenti, genitori, docenti e tutto il personale hanno il diritto di allertare non solo il dirigente scolastico ma anche il Comune chiedendo un radicale intervento di deblattizzazione e sollecitando disinfestazioni preventive e programmate.

Di solito la gestione di questa attività viene affidata ad una ditta specializzata in disinfestazione da blatte che provvederà tempestivamente a risolvere il problema.

è obbligatorio effettuare interventi preventivi nelle scuole?

Non esistono norme che impongono l’obbligo di disinfestazione preventiva nelle scuole, ma al manifestarsi dell’infestazione l’intervento mirato a ricondurre l’ambiente entro certi standard igienico-sanitari diviene obbligatorio come espressione dell’inviolabile diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Il Ministero della Salute, con l’ordinanza 10 febbraio del 2012, ha imposto che le operazioni di disinfestazione e derattizzazione siano effettuate da imprese specializzate in modo tale che non venga arrecato alcun danno alla salute di persone e animali.

Come funziona la disinfestazione da blatte nelle scuole?

Ogni intervento di disinfestazione da blatte è preceduto da un’ispezione dei locali volto a valutare la portata dell’infestazione e a individuare le strategie più adeguate che ne permettano lo sterminio.

Durante il sopralluogo, vengono individuati i punti critici, quali, ad esempio, scollamenti delle piastrelle di pavimenti e muri, interstizi tra muratura e tubazioni, perdite d’acqua, ecc. che verranno prontamente segnalati ai responsabili dell’igiene affinché possano attuare i necessari interventi di manutenzione e riparazione.

Infestazione di topi in casa

Come possiamo allontanare i topi da casa nostra?

Come accorgersi della presenza di topi in casa?

I topi sono dei roditori onnivori piuttosto fastidiosi, che hanno la tendenza ad invadere case e garage per ripararsi e riprodursi velocemente.
Come ben sappiamo questi piccoli roditori sono portatori di diverse e spesso gravi malattie, proprio per questo è necessario non sottovalutare i rischi connessi alla loro presenza in casa, perché convivere con questi animaletti può portare, nei migliori dei casi, a semplice febbre e vomito momentaneo, ma nel peggiore dei casi l’ingestione accidentale delle loro feci e delle loro urine (derivante da contaminazione con gli alimenti), può portare a morte e a malattie gravi come la leptospirosi, una malattia che può portare a sintomi come mal di testa o dolori muscolari, ma che può provocare anche meningiti ed emorragie polmonari mortali.

I topi possono trasmettere malattie anche attraverso un morso, come ad esempio “la rabbia, la tularemia, la Coriomeningite linfocitaria“.
Accorgersi della presenza dei topi in casa è semplice, i segnali legati alla loro presenza sono spesso inequivocabili, questi piccoli animali hanno infatti la tendenza a graffiare i mobili e a lasciare le loro feci dappertutto, anche perché sono costantemente alla ricerca di acqua e cibo, soprattutto durante la notte.

Per accertare la presenza di topi in casa è sufficiente controllare la presenza di feci sul pavimento, sui mobili o all’interno delle dispense (le feci dei topi hanno una caratteristica forma a cilindro, di colore nero e con una lunghezza di circa mezzo centimetro).
I topi peraltro hanno la tendenza a rosicare fili, cavi e parti in legno, può capitare di accorgersi della presenza di un topo a causa del guasto di un elettrodomestico, come ad esempio una lavatrice.

In genere riescono ad entrare anche da piccoli fori o da piccole aperture sotto le porte o sotto le saracinesche dei garage, grazie alla particolare ossatura elastica riescono infatti ad intrufolarsi indisturbati nelle case e in qualsiasi altro luogo caldo, all’interno del quale i topi riescono a riprodursi in modo considerevole e nel giro di poco tempo.

I roditori non disdegnano i luoghi in cui vive l’uomo, proprio perché nelle case trovano un luogo caldo e ricco di cibo, per riscaldarsi ed alimentarsi in tutta tranquillità.
Ecco perché difficilmente se ne andranno da soli, perché una volta introdotti in casa i topi trovano un ambiente ideale per cibarsi e proliferare in tutta tranquillità.

Come possiamo eliminare i roditori?

Una volta acquisita la certezza della presenza in casa dei topi è necessario procedere tempestivamente, scegliendo tra i diversi rimedi esistenti.
La maggior parte delle persone, per uccidere i topi, preferisce ricorrere ai metodi tradizionali, che consistono nell’usare della colla o del veleno (quest’ultimo in particolare, una volta ingerito insieme ad un alimento, porterà il roditore immediatamente alla morte).
Per uccidere i topi con un veleno è sufficiente unire la sostanza velenosa ad un po’ di cibo, ad esempio a del formaggio, in modo da sistemare l’esca sotto un mobile, sul pavimento o all’interno di una dispensa vuota; naturalmente non dovrà essere usato un veleno generico ma un apposito veleno per topi, facilmente reperibile presso i negozi di ferramenta.

Per versare il veleno è consigliabile usare un paio di guanti in lattice, per evitare che la sostanza tossica venga a contatto con la pelle.
Se si desidera ricorrere ad un rimedio meno invasivo tuttavia, è possibile acquistare una gabbia o della colla per topi, per creare una piccola esca e intrappolarli nel momento in cui si avvicinano alla gabbia attirati dal cibo.

Per intrappolare un topo usando un’esca è sufficiente applicare un po’ di colla sopra una base pesante (ad esempio un mattone o un oggetto di grosse dimensioni), successivamente si dovrà applicare un pezzetto di formaggio sopra la colla.

In questo modo il topo, attirato dall’odore del formaggio, si avvicinerà fino a restare incollato all’oggetto e sarà possibile catturarlo senza ucciderlo; si tratta comunque di un rimedio non consigliato in caso di infestazioni importanti, perché in quel caso si rivela un rimedio piuttosto fallimentare.

Per allontanare i topi da casa, dal garage o dal tetto, è possibile anche ricorrere a rimedi casalinghi, che consentono di allontanare i roditori senza ucciderli.

Tra i rimedi tradizionali e poco invasivi troviamo sicuramente quello che comporta l’uso di spezie e menta.
E’ risaputo che i roditori odiano gli odori forti delle spezie, e per allontanarli è sufficiente posizionare alcune foglie di menta in determinati punti strategici della casa, come ad esempio nelle dispense o nel garage (per comodità è possibile usare anche gli oli essenziali, l’importante che si tratti di menta forte).

In alternativa alla menta è possibile usare le foglie di alloro, in questo caso è sufficiente sistemare qualche foglia in prossimità di ingressi e fessure.
Se si sospetta un’invasione di topi sopra un tetto si possono utilizzare i rimedi classici, come una gabbia a scatto o del veleno da unire a del formaggio.

In alternativa è consigliabile rivolgersi ad un’agenzia specializzata nella disinfestazione dei topi.
Se la presenza dei topi in casa si è trasformata in una vera e propria infestazione infatti, facilmente riconoscibile dal rumore persistente di graffi fastidiosi, dalla presenza di numerose quantità di feci sparse per la casa e dall’odore delle urine, è consigliabile evitare i rimedi tradizionali.

In quest’ultimo caso è necessario infatti affidarsi all’opera di esperti che siano in grado di eliminare l’infestazione in totale sicurezza e in poco tempo (se il numero di topi presenti in casa è piuttosto rilevante, debellarli con l’aiuto di veleni e repellenti è quasi impossibile).
Le infestazioni sono in genere frequenti nelle case di campagna e nei garage, quando sono particolarmente gravi è persino possibile sentire l’odore delle urine dei topi, caratterizzate da un forte tonfo acre.

Nel caso di bambini in casa si tratta della soluzione ideale, perché non c’è il rischio che il bambino, o un comunque un animale domestico, possa mangiare l’alimento avvelenato.

Topi in giardino, come allontanarli

In genere i topi preferiscono i luoghi caldi e chiusi, ma non è raro scoprire la presenza di topi di campagna in un giardino.
Per allontanare i topi da un giardino possono essere usati gli stessi rimedi sopra indicati, in particolare è possibile utilizzare delle gabbie a scatto o degli strumenti come lo scacciatopi ad ultrasuoni.
I topi hanno inoltre la tendenza a scavare buche in campagna e nei giardini (per creare una tana e riprodursi all’interno), in questo caso è possibile distruggere la loro tana otturando tutti i fori d’entrata con una lana d’acciaio (i topi escono di notte per ricercare il cibo, e se il foro è sigillato non potranno più farvi rientro).
Se si sospetta la presenza di una tana è dunque necessario concentrarsi nella ricerca dei fori d’entrata, per sigillarli ed impedire l’ingresso o l’uscita del topo.
Una delle soluzioni più efficaci consiste nell’adottare un gatto, questo animale infatti è un ottimo predatore e può aiutare a catturare topi e ratti senza l’uso di veleni e repellenti.

Quale tipo di repellente usare per i topi?

I topi odiano gli odori forti come l’ammoniaca e la naftalina, per allontanarli e prevenire l’ingresso in casa possono essere usati i repellenti spray, una soluzione “green” che grazie alla composizione e al forte odore fastidioso aiuta a tenere lontani ratti e topi.

I repellenti più adatti ad allontanare i topi sono quelli a base di ammoniaca e naftalina, ma per infastidire i topi può essere usato anche del bicarbonato (da applicare accanto a fori e possibili fessure d’ingresso), si tratta di uno dei rimedi più efficaci per impedire l’ingresso di questi fastidiosi animali.

Metodi alternativi per allontanare i topi

In alternativa ai classici rimedi, rappresentati da veleni o repellenti naturali, è possibile ricorrere a dei sistemi alternativi moderni, come ad esempio i repellenti ad ultrasuoni, capaci di allontanare i topi senza ucciderli.

Si tratta di uno strumento facilmente reperibile in commercio, che può essere usato per allontanare i topi da casa o dal garage, sistemando semplicemente l’oggetto sul pavimento o sotto un mobile.

Il repellente ad ultrasuoni funziona anche contro altri insetti fastidiosi, come ad esempio pulci, scarafaggi e mosche; questo sistema non è pericoloso per gli animali domestici ed è piuttosto facile da installare (si tratta di un oggetto tecnologico che produce ultrasuoni circa ogni 10 secondi, per impedire l’avvicinarsi di fastidiosi ospiti senza trappole e/o veleno, nel raggio di circa 200/250 metri quadrati).

Tracce di cimici del letto

Cimici da letto come liberarsene?

Come scopro di avere le cimici dei letti a casa?

è importante riuscire a capire se in casa nostra ci sono le cimici dei letti e per imparare a monitorare attentamente i materassi e le camere degli hotel dove andremo a soggiornare.
Ma se l’unica cosa che possiamo fare quando ci troviamo fuori casa è tenere bene gli occhi aperti, a casa nostra possiamo fare decisamente di più. La cimice dei letti nel nostro Paese si è diffusa rapidamente, bisogna quindi mettere in atto tutte le conoscenze a disposizione per contenerne la diffusione.
Vederle in casa non è facilissimo perché si nascondono davvero bene, però basta fare attenzione ai dettagli per capire se le abbiamo ospitate inconsapevolmente.
La prima cosa che possiamo fare è controllare bene la zona letto. Quando rifacciamo il letto, molto spesso siamo di fretta, magari dobbiamo fare altre cose, quindi cambiamo le lenzuola e via. Il materasso va pulito periodicamente, per lo meno bisognerebbe fargli prendere aria almeno una volta al mese per qualche ora. Questa è un’ottima occasione per controllare che nel materasso, o tra il letto e il muro, non si annidino le famigerate cimici dei letti.

E se non vedo le cimici quali altri segnali ci sono?

Se non è in atto una vera e propria infestazione, trovare le cimici dei letti è una bella impresa. Allora è bene puntare su altri segnali che possono indicarne la presenza. Per esempio un segnale che può insospettirci è se abbiamo delle punture simili a quelle elle zanzare che prudono, ma se non siamo soggetti sensibili è possibile che le cimici ci pungano e noi non avvertiamo niente.
E allora occhio agli altri segnali. Le feci, per esempio, o macchie fecali, sono un segnale della presenza delle cimici dei letti. Le macchie fecali appaiono come puntini neri e sono abbastanza visibili, si trovano di solito in prossimità del nido. Possiamo anche trovare le esuvie, ovvero il tegumento cadente delle giovani cimici che hanno appena compiuto la muta. Infatti, i giovani insetti, aumentano rapidamente le loro dimensioni, quindi cambiano il loro rivestimento lasciando la carcassa che può essere visibile con un po’ di attenzione.
Un altro sintomo della presenza delle cimici da letto sono le macchie di sangue sulle lenzuola. Il sangue, ovviamente, non è il loro, ma quello della “vittima” dalla quale si stanno cibando. Ovviamente se troviamo delle macchiette di sangue non è detto che siano le cimici da letto, potrebbe anche essere che abbiamo schiacciato una zanzara, o che ci siamo graffiati, insomma, il sangue deve essere un campanello d’allarme, non una certezza, quindi senza entrare in panico controlliamo bene tutto attorno al letto, materasso, cuscini, lenzuola.
Una volta che abbiamo setacciato bene la stanza da letto, ma senza mettere tutto a soqquadro perché le cimici dei letti stanno in prossimità del letto, andiamo a guardare anche su divani e poltrone. Infatti questo insetto, come abbiamo anticipato, ama stare vicinissimo alla sua preda, quindi anche le poltrone e i divani sono luoghi ambiti. Si deve guardare bene tra le cuciture, tra gli inserti, negli spazi tra un cuscino e l’altro, e se è un divano letto… Immaginate un po’! In questo caso si deve aprire il divano e controllare bene tutto, anche il materasso.

Alla ricerca delle cimici, consigli pratici

Ora vediamo cosa fare per vedere alla svelta se nel luogo in cui dobbiamo dormire vi sono cimici da letto o meno.
Togliete i cuscini e scoprite il materasso sui lati. Controllate bene le cuciture, aiutatevi con la luce del telefono o una torcia. Controllate bene anche la testata del letto e le eventuali doghe in legno. Se la spalliera del letto si può spostare, controllate bene anche quella, soprattutto se presenta fessure o crepe.
Anche i comodini devono essere controllati, guardate bene il retro e le giunzioni. Non vanno poi escluse dal controllo le lampade, oggetti sui comodini, telefoni, insomma, qualsiasi cosa. E se sul letto c’è qualche libreria, controllate attentamente anche tra i libri.
Un ulteriore controllo deve essere effettuato tra il battiscopa e la testata del letto, specialmente se si tratta di battiscopa in legno, dove anche una piccola fessura può invitare le cimici dei letti a cercare il nascondiglio perfetto.
La carta da parati è una vera manna per le cimici dei letti, offre infatti un nascondiglio ideale. Anche questa andrebbe controllata bene, in particolar modo se vi sono strappi o se in qualche punto non ha un’aderenza perfetta col muro.

Se c’è un’infestazione il fai da te non conviene

Se abbiamo trovato le cimici dei letti a casa, il fai da te non è conveniente. Il costo di una disinfestazione, del resto, è abbordabile ed è sicuramente meglio affidarsi a un professionista piuttosto che spendere per diversi prodotti che poi non sortiscono l’effetto desiderato.
Sebbene non si tratti di animali pericolosi per la salute dell’uomo, sono davvero molto fastidiosi, meglio non correre rischi.

disinfestazione condomini obbligatoria

Disinfestazione condominiale obbligatoria per legge

La disinfestazione condominiale è obbligatoria. Lo sancisce la Legge L. 25 gennaio 1994, n. 82 (G.U. n. 27 del 3 febbraio 1994), che regolamenta la procedura legata alla disinfestazione del condominio, cioè tutte le attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione, che gli amministratori devono osservare al fine di garantire ai condomini un ambiente salubre e non incorrere in sanzioni. Secondo la normativa tutti gli amministratori di condominio sono costretti ad adempiere a tale obbligo in quanto la disinfestazione rientra tra le attività considerate di manutenzione ordinaria.

L’amministratore ha dunque il compito di programmare l’erogazione del servizio, pianificandone gli interventi con cadenza annuale. In merito agli interventi di carattere straordinario, invece, l’amministratore ha l’obbligo di intervenire al fine di evitare un’eventuale diffusione dell’infestazione.

L’amministratore ha anche il dovere di supervisionare l’operato degli addetti alla disinfestazione. Tale onere è strettamente connesso alle funzione della sua figura: vertice e rappresentante del condominio, di cui deve tutelare gli interessi.

Costi e consigli

I costi di disinfestazione dei condomini sono molto variabili in quanto numerosi sono i fattori che differenziano una realtà dalle altre: su tutte hanno particolare rilevanza le dimensioni delle aree condominiali e la cadenza degli interventi.

Tutte le spese sostenute per la disinfestazione condominiale devono essere presentate in bilancio alla fine dell’anno contabile, facendone adeguata comunicazione a tutti i condomini.

Definire un calendario annuale di disinfestazione è sicuramente la scelta più saggia. In primis perché consente di definire un piano di interventi che mirano ad eliminare a monte il pericolo di un’infestazione massiccia. In secondo luogo perché permette di avere prezzi più vantaggiosi rispetto a quelli previsti per interventi spot.

Disinfestazione insetti in casa

Come disinfestare casa efficacemente?

Si definisce disinfestare mettere in atto iniziative finalizzate all’eliminazione di una o più specie infestanti che possono essere sia animali come zanzare, topi, blatte, parassiti, etc e sia erbacce.

Indice:

Disinfestazione della casa, come effettuarla in modo efficace?

Solitamente ci si pone il problema quando esso è già in fase avanzata abbastanza da attirare la nostra attenzione. In caso di problema ridotto si interviene personalmente con prodotti spray facilmente reperibili in commercio, ma quando la problematica supera le nostre competenze in merito è bene fare riferimento agli operatori specializzati che in prima fase si occuperanno di stabilire l’area e l’ampiezza di diffusione del problema. E’ importante combattere le infestazioni in quanto esse vanno ad influire negativamente sulla nostra qualità della vita e sul livello di salubrità dell’ aria.

Se ci stiamo ponendo il problema di una potenziale infestazione difficilmente si tratterà di un caso risolvibile con la disinfestazione fai da te, bensì è sempre consigliabile la disinfestazione professionale.

Le operazioni di disinfestazione avvengono mediante l’ausilio di appositi macchinari e prodotti per disinfestazione della casa non dannosi per la salute umana, ma l’azione è soltanto l’ ultima delle fasi; infatti l’ esperto studia un piano delle attività da mettere in atto per risolvere l’ infestazione in ogni sua parte ed origine, monitorando attentamente la situazione che si viene a presentare, infine valuterà la gravità e la soluzione ideale da mettere in pratica. Dopo l’ intervento l’ operatore provvede a monitorare i risultati prodotti.

Gli insetticidi sono certamente i primi disinfestanti che ci vengono alla mente ed anche i più comuni, ma tutto dipende da che tipo di infestante bisogna combattere. Altri metodi per mettere in pratica le disinfestazioni sono ultrasuoni, trappole, polveri o esche. E’ proprio per questo motivo che è di fondamentale importanza capire al 100% il problema che ci si presenta perché ogni specie è diversa dall’altra e richiede dunque anche una disinfestazione differente.

I prodotti adoperati dagli esperti sono tutti sottoposti a controllo ed autorizzazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Per debellare il problema zanzare sempre più spesso non è sufficente adoperare gli insetticidi appositi acquistabili facilmente nei negozi. Quando si insediano in colonie e infestano un’ambiente di grosse dimensioni, è necessario intervenire presto ed in modo efficace ricorrendo alla disinfestazione zanzare professionale. Questa operazione è indispensabile in presenza di ristagni d’ acqua o in caso di forte umidità, in particolar modo nel periodo estivo durante il quale le zanzare sopravvivono tranquillamente nel loro habitat naturale.

Per fare una disinfestazione efficace delle zanzare è bene conoscerne a fondo le abitudini per poterla sconfiggere efficacemente, le zanzare non sono tutte uguali, si dividono principalmente in tre specie: Culexpipiens, Aedescaspius e Aedesalbopictus (comunemente chiamata “tigre”).

La prima specie nominata nel piccolo elenco precedente identifica le zanzare più comuni ovvero quelle che troviamo nelle nostre città in particolar modo nel periodo estivo ed in special modo durante la notte.

La seconda invece è una zanzara che predilige il territorio costiero ma che migra nelle zone centrali facendo anche percorrenze di lungo raggio con lo scopo di sfamarsi nel momento di deporre le uova, operazione che richiede un surplus di energie per questi piccoli insetti.

Infine la zanzara tigre è del tutto simile per caratteristiche alla zanzara più classica con l’ unica differenza che opera anche di giorno oltre che di notte; il suo nome deriva dalle striature bianche e nere che caratterizzano il suo corpo ma anche dal suo carattere particolarmente aggressivo.

I metodi professionali per la disinfestazione sono principalmente due: uno meno impattante che va ad agire sul problema eliminando direttamente le larve, il secondo più invasivo sulle superfici interessate che mira a sterminare principalmente gli esemplari adulti maschi.

Il metodo comunemente definito anti-larva viene eseguito nei primi mesi primaverili ed è ristretto nelle immediate vicinanze delle aree in cui le zanzare depongono le loro uova, in particolare nelle zone in cui si trovano le stagnazioni di liquami. Questo tipo di insetticidi sono in forma solida e tondeggiante e sono a rilascio graduale; il trattamento è molto efficace ed in grado di sterminare interi focolai di future zanzare in maniera davvero molto rapida. In questo trattamento è una componente fondamentale l’ individuazione delle zone più “pericolose” in modo da intervenire puntualmente ed in modo circoscritto, con rilascio basso di agenti chimici e senza impattare sull’ecosistema circostante.

Durante la disinfestazione professionale vengono utilizzati prodotti autorizzati e certificati dal Ministero della Salute; solitamente si tratta degli “I.G.R.”. Questo tipo di prodotti hanno un’azione prolungata nel tempo: dopo l’ operazione di disinfestazione insetticidi come il pyriproxyfen agiscono per oltre un mese. I prodotti utilizzati per eliminare le larve e le uova devono essere sicuri anche dal punto di vista dell’intossicazione umana e da contatto accidentale.

Per completare la disinfestazione viene poi effettuato l’intervento riferito agli esemplari di zanzare adulte. Questo intervento è più impattante ma è anche più efficace e soprattutto necessario per debellare il problema.

C’è pero’ da dire che quanto più è stato fatto oculatamente l’intervento larvicida tanto meno aggressivo potrà essere quello secondario, utilizzando una minore quantità di prodotto e circoscrivendo esso a zone più limitate. Quest’ultima operazione è quella che più comunemente possiamo riscontrare personalmente nelle operazioni di disinfestazione delle nostre città che solitamente avvengono attraverso dei camion che nebulizzano la sostanza nell’aria e sulle piante.

I focolai in caso si creino in zone pubbliche comunali sono responsabilità del comune stesso, ma spesso accade che essi si creano in zone di proprietà privata, troppo spesso trascurate e con vegetazione rigogliosa. Pertanto la diligenza da parte dei singoli aiuta sensibilmente a ridurre il problema, evitando errori che comunemente commettiamo. E’ importante non creare ristagni d’acqua nella nostra proprietà, facendo attenzione alle grondaie, alle coperture, ai sottovasi, alle fontane.

Oltre ai metodi diretti con insetticidi ci si può far aiutare in maniera meno impattante da animali che si nutrono di essi come i pesci rossi e gambusia.

E’ bene ricordare che le zanzare per proliferare hanno bisogno di alta temperatura ed umidità e quindi qualsiasi azione a contrasto di ciò sarà un efficace rimedio per allontanarle. Per lo stesso motivo molto spesso il problema delle zanzare si presenta a volte anche in periodi precedenti o successivi ai mesi estivi centrali.

Disinfestazione blatte

Disinfestazione blatte in casa

Per la disinfestazione degli scarafaggi professionale il primo passo è identificare la sua specie così da conoscerne al meglio le caratteristiche usuali e risolvere al meglio il problema. Infatti in base al tipo di scarafaggio le aree in cui operare possono variare. Trattandosi poi di insetti notturni non è sempre facile per una persona non esperta in materia identificare i punti di accesso e lo stadio di infestazione raggiunto. Gli scarafaggi sono attratti da residui di cibo o alimentari in genere e quindi sono la principale causa che comporta la loro presenza. Bisogna porre parecchia attenzione ad essi perché sono in grado di trasmettere malattie all’uomo, dunque in presenza di carcasse, escrementi è bene rimuoverli tempestivamente, ripulendo accuratamente l’ area.

Un disinfestatore professionale è in grado di dare suggerimenti molto accurati che ti aiuteranno a mettere in atto comportamenti che eviteranno il ripresentarsi del problema. Gli insetticidi hanno un effetto quasi nullo sugli scarafaggi e dunque si combattono mediante trappole collanti. Un’ infestazione da scarafaggi è molto difficile da debellare in quanto essi sono molto resistenti così come le uova che essi depongono. Se si ha il sospetto di un’ infestazione da scarafaggi si può chiedere l’ intervento per l’ attività di monitoraggio e rilevazione.

Derattizzazione

Derattizzazione della casa

Un altro tipo di infestazione possibile è quella da topi, il cui rimedio viene comunemente chiamato derattizzazione. I ratti sono sempre più presenti nei centri urbani in quanto essi si stanno espandendo sempre di più anche in aree rurali ed extraurbane. Una derattizzazione professionale è consigliabile sia per la pericolosità dell’ animale e sia per le sue dimensioni, infatti solo un’ azienda specializzata può garantire un corretto smaltimento delle carcasse ed il pieno rispetto delle normative in merito. L’ esperto riconoscerà la razza specifica dell’ animale intraprendendo le contromisure ideali per la disinfestazione, oltre ad effettuare la ricerca di altri esemplari eventualmente nascosti.
I topi vengono catturati attraverso trappole classiche, trappole elettriche o ultrasuoni. L’avvelenamento è un metodo sconsigliato in quanto anche gatti e cani rischierebbero di ingerire la sostanza dannosa, oltre alla difficoltà sul dove posizionarla per adescare la preda. Il modo meno invasivo sarebbe dotarsi di un gatto che solitamente li insegue e blocca, ma non sempre questo avviene e non sempre è possibile adottare un gatto. Le trappole per topi si sono evolute moltissimo negli anni e sono in grado di non lasciare scampo all’animale, con l’ ausilio di strumentazione atta al monitoraggio.

Acari della polvere

Gli acari della polvere sono dei microrganismi che troviamo spesso sui nostri cuscini o lenzuola in quanto essi si nutrono della pelle morta e la loro proliferazione è favorita dal calore e l’ umidità del nostro sudore. Essi sono spesso causa di allergie o dermatiti per l’uomo. Per eliminare gli acari i consigli sono l’aerazione frequente, l’esposizione al sole ed il lavaggio frequente.

I professionisti utilizzano sistemi ecologici con vapore ad alta temperatura che combatte ed elimina questi microrganismi. Il vapore può essere addizionato ad un sanificante, dissolvendosi dopo pochi secondi nell’aria; è sconsigliato l’ uso di insetticidi.

Cimice verde su foglia

Come eliminare le cimici verdi?

Lotta alle cimici verdi: come combattere le infestazioni di fine estate

Le cimici verdi (nome comune delle specie Palomena prasina e Nezara viridula) sono insetti fitofagi appartenenti all’ordine dei Rincoti che spesso invadono le aree urbane e rurali nel periodo di fine estate o all’inizio dell’autunno. In questo periodo, infatti, alla prima generazione di adulti si aggiunge una seconda generazione nata a seguito degli accoppiamenti che avvengono ai primi di luglio. Gli adulti, rimasti in attività per gran parte del mese di settembre, si preparano alla diapausa invernale per cui si avvicinano alle abitazioni alla ricerca di ripari dal freddo. Si può quindi assistere alla concentrazione di molti individui nei pressi delle case (intorno agli infissi di porte e finestre, in corrispondenza di intercapedini, legnaie riparate, anfratti nel terreno vicino alle case, etc…).

Gli adulti hanno colore variabile dal verde pastello al verde scuro, e nel periodo invernale le femmine sviluppano una livrea bruna. Hanno tipica forma pentagonale. Durante le fasi di sviluppo dell’insetto, caratterizzato da metamorfosi incompleta, la sua livrea cambia per cui è importante riconoscere anche gli altri stadi di sviluppo (fig.1). In particolare le neanidi sono quasi nere, punteggiate di bianco; le ninfe, in base all’età, possono presentare il pronoto nerastro o verdastro, mentre il resto del corpo è di colore verde esclusa una zona dorsale al centro dell’addome che si presenta maculata di bianco e nerastro. La livrea viene completata da tipiche macchie bianche poste in file longitudinali ai bordi del corpo; spesso vi è anche una punteggiatura marginale rossastra.

 

La cimice è polifaga ed è praticamente cosmopolita; provo¬ca i danni maggiori soprattutto nelle coltivazioni ortive ed al pomodoro in particolare. Sui frutti di pomodoro provocano tipiche punteggiature clorotiche, più o meno confluenti ed evidenti, nella bacca in fase di maturazione; queste punteggiature, in seguito, divengono necrosi localizzate molto sfumate. Le cimici, inoltre, trasmettono, con le loro punture e col secreto di particolari ghiandole repugnatorie, uno sgradevole sapore ai frutti che non possono essere commercializzati. Nel nocciolo provocano alterazione del frutto (cimiciato) che lo rende non commestibile in quanto sgradevole, inoltre possono provocare danni gravi anche ai baccelli delle leguminose.

Se disturbate, le cimici emettono una sostanza dall’odore persistente e sgradevole simile a odore di erba al macero, secreta da ghiandole toraciche. La stessa sostanza e lo stesso odore sono riscontrabili nelle zone invase dalla specie persino sugli indumenti del bucato stesi ad asciugare o se inavvertitamente un esemplare è stato schiacciato.

Difesa delle piante. Se si possiede un orto è importante individuare la presenza delle cimici soprattutto a carico delle piante giovani di leguminose e pomodori. Se si notano ostacoli allo sviluppo vegetativo o danni ai frutti è opportuno intervenire con piretroidi ammessi all’uso soprattutto sulle forme giovanili che sono più sensibili e che spesso si ritrovano ammassate in alcuni punti della pianta. Una buona alternativa alla lotta chimica può essere la coltivazione di alcuni esemplari di crucifere già nel periodo primaverile come “piante-esca” per attirare le cimici. Le piante esca andranno poi eliminate e distrutte in modo da impedire la diffusione delle cimici presenti su di esse. Poiché le femmine della cimice depongono le uova in gruppi di 12 uova nella pagina inferiore delle foglie, un altro intervento a basso impatto ambientale, benché più complesso, consiste nell’eliminare queste foglie delle piante infestate, operazione da fare nel periodo di aprile-maggio.

Difesa delle abitazioni. Se durante l’inverno vengono individuati punti in cui le cimici svernano è opportuno trattare questi punti con l’uso di insetticidi ad ampio spettro. In generale l’applicazione di zanzariere, tende e repellenti lungo i bordi di porte e finestre può aiutare a mantenere lontane le cimici. Per evitare l’emissione di odori sgradevoli è sempre utile ricordare di non schiacciare le cimici dentro casa ma cercare piuttosto di catturarle e allontanarle. In caso di presenza massiva è consigliabile richiedere l’intervento di professionisti specializzati nella disinfestazione in modo da poter effettuare un trattamento degli ambienti esterni da cui potenzialmente arrivano le cimici (principalmente aree verdi) a cui integrare gli accorgimenti già riportati in precedenza.

Nido di vespe da eliminare prima di essere invasi dalle vespe

Consigli su come allontanare le vespe

Allontanare le vespe: rimedi e consigli

Le vespe piacciono a poche persone, questo è un dato di fatto. Purtroppo, però, con l’inizio dei primi caldi, questo insetto sovente aggressivo si diffonde. Non è difficile vedere nidi di vespe in prossimità della propria casa, soprattutto se si abita in campagna, o quando felici e contenti si va al mare. Insomma, le vespe in queste tiepide giornate tornano alla ricerca di cibo, proprio come un altro insetto fastidioso, la zanzara.

Infatti, durante la stagione estiva si cibano prevalentemente di proteine per poi integrare con gli zuccheri verso l’arrivo dell’autunno. Quindi da qui si deduce che se si lasciano alimenti di questi tipi in giro, è facile vedere arrivare questo insetto fastidioso. Allontanare le vespe non è una cosa semplicissima, può volerci parecchio tempo e l’intervento di un professionista per convincerle.

 

Allontanare le vespe, ma non confonderle con le api

 

Buona parte della gente non sa distinguere un’ape da una vespa. Questa distinzione però è fondamentale perché le api sono insetti estremamente utili e poco aggressivi, attaccano solamente se si sentono in reale pericolo. Le vespe, di contro, per la maggior parte sono considerate dei parassitoidi, degli abili predatori che non solo risultano in certe condizioni molto pericolosi per l’uomo, ma anche per altre specie animali, basti pensare che vengono utilizzate per la lotta biologica ad alcuni parassiti delle piante.

Anche nel caso delle vespe però, bisogna andarci cauti ed eliminarle solamente quando arrecano un reale pericolo, diversamente andremo a modificare un equilibrio importante. In Italia abbiamo diversi tipi di vespe, ma quelle più diffuse appartengono a tre diverse specie. Tra queste, due specie sono molto comuni, la cosiddetta Vespa comune, il cui nome scientifico è Vespula vulgari, e la Vespa tedesca, la Vespula germanica, o anche conosciuta come Vespa di terra.

La Vespa cartonaia, invece, la Polistes gallicus, è meno aggressiva delle precedenti due tipologie. Conosciamole meglio.

  • Vespula vulgaris, la vespa comune:

è una vespa tipica dell’emisfero boreale e data la sua peculiare resistenza e aggressività, in Nuova Zelanda è considerata una specie invasiva. Questa vespa costruisce nidi cosiddetti cartacei, dal caratteristico colore grigio, e che sono generalmente realizzati all’interno di cavità naturali, come per esempio vecchie tane abbandonate.

La colonia è guidata da una regina, lei fonda la colonia e sceglie il luogo dove stanziarsi. Una vespa adulta di questa tipologia può misurare circa 17 mm, eccetto la regina, che può anche superare i 20 mm. Per colorazione può essere confusa con un’altra specie, la Vespula germanica.

  • Vespula germanica:

questa vespa è estremamente aggressiva. Si nutre prevalentemente di proteine della carne, ma le larve vengono alimentate con insetti che vengono catturati e imprigionati all’interno del favo, assieme alle uova, così, quando nasceranno le larve, troveranno già il cibo necessario.

La Vespula germanica è un insetto poco gradito per gli agricoltori dato che, nonostante sia prevalentemente carnivora, di quando in quando apprezza anche la frutta, recando così gravi danni nell’ambito della frutticoltura. Nonostante questi aspetti negativi, però, questa vespa riveste una certa importanza per quanto riguarda la lotta biologica contro certi parassiti.

Originaria dell’Europa, la Vespula germanica si è ormai diffusa ovunque, riuscendo ad ambientarsi praticamente a qualsiasi tipo di clima.

  • Vespa cartonaia:

appartiene alla categoria delle vespe sociali, per cui anche lei vive all’interno di una colonia che viene fondata dalla regina. Questa, feconda, supera l’inverno, in primavera quindi fonda la colonia. Una volta individuato il luogo ideale, raccoglie dei pezzi di corteccia che mastica fino a ridurli a una poltiglia di carta grezza e con essa costruisce l’alveare. Nel primo nucleo vengono deposte le uova, le vespe che nasceranno saranno le operaie. Il nido viene così ampliato, raggiungendo il massimo sviluppo attorno a luglio.

Pur simile alla vespa comune, questa vespa è molto meno aggressiva, attacca solo se viene pesantemente minacciata o infastidita.

 

Cosa fare se trovi un nido di vespe

 

I nidi, generalmente, vengono costruiti in luoghi riparati e dove la temperatura sia calda e secca, con un ingresso facilmente accessibile. Tra i luoghi prescelti, sovente, ci sono intercapedini, grondaie, sottotetti, garage, ma anche casette per uccelli. In ogni caso le vespe sono fantasiose, non di rado si trovano nidi costruiti all’interno di veicoli da tempo inutilizzate.

Se si vede un movimento di diverse vespe, è probabile che nelle vicinanze vi sia un nido, basta seguirne la traiettoria con discrezione per scoprirlo, generalmente è facile accorgersi di un’infestazione di vespe durante i mesi caldi, quindi d’estate.

Le dimensioni del nido variano nel tempo, come abbiamo già visto, si parte dal nucleo iniziale per poi vederlo ampliare durante l’estate. Mediamente un nido può diventare grande quanto un pallone da calcio, in questo caso può essere molto pericoloso, la presenza di questi nidi va segnalata al Comune di appartenenza.

Se hai individuato un nido di grandi dimensioni devi necessariamente chiamare un professionista della disinfestazione. Rimuoverlo da solo può essere estremamente pericoloso. In genere, se sono presenti più nidi, si consiglia di attendere l’arrivo della stagione più fredda per eliminarli, ma se la presenza delle vespe dovesse diventare insostenibile, si dovrà procedere con una disinfestazione professionale e accurata.

 

Cosa non si deve mai fare in presenza di vespe

 

Le vespe, anche le più aggressive, attaccano solo se si sentono minacciate. Il problema è capire cosa sia per loro una minaccia. Intanto iniziamo a definire cosa invece le attrae: i cibi e i colori sgargianti, dato che possono scambiarci per dei fiori. Va da sé che in questo casi le vespe si sentiranno attratte e noi, come normale reazione cosa facciamo? Agitiamo le mani per scacciarle o ci mettiamo a correre per seminarle. Ed ecco che arriva una bella puntura.

Questo comportamento non va bene. Se una vespa si avvicina con insistenza, dobbiamo cercare di mantenere la calma, nascondere il cibo che la attrae e allontanarci. Mai agitare le mani cercando di colpirla per allontanarla perché intenderebbe questo nostro gesto come una minaccia pesante. In presenza di vespe dobbiamo proteggere il viso e le mani perché sono le parti più esposte.

 

Intervento professionale

 

Ovviamente, se l’infestazione di vespe è importante, dobbiamo assolutamente chiedere l’intervento di un esperto. In genere il professionista effettua un sopralluogo per valutare l’entità dell’infestazione. I professionisti indossano adeguate protezioni e irrorano il disinfestante. I nidi vengono rimossi con l’ausilio di agenti chimici che servono per abbattere le vespe presenti all’interno, una volta abbattute si procede alla rimozione manuale.

Si tratta di interventi molto complessi, come detto, e che richiedono l’intervento di personale esperto e ben equipaggiato, non si deve mai azzardare la rimozione di un nido da soli perché gli esiti potrebbero davvero essere disastrosi. Sarebbe anche auspicabile non uccidere le vespe perché producono ferormoni che ne attrarrebbero delle altre.

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