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Api selvatiche, dove nidifica il bombo?

Nido di vespe da eliminare prima di essere invasi dalle vespe

Api selvatiche, dove nidifica il bombo?

Il bombo è la più grande e delicata specie di ape, ed è un esemplare definito il campione dell’impollinazione! Questo insetto può quindi rivelarsi importante per alcuni fiori che rappresentano tra l’altro una fonte per lui vitale. A tale proposito vediamo quali sono le sue caratteristiche, come e dove nidifica e se le sue punture sono pericolose.

Dove nidifica il bombo?

La maggior parte dei bombi nidificano sottoterra in buchi fatti da animali più grandi, mentre altri creano l’habitat ideale fuori terra ed in particolare in nidi di uccelli abbandonati, ciuffi d’erba o cavità come tronchi o spazi sotto le rocce. Nei giardini, il nido di bombi può anche essere realizzato in pile di compost o casette per gli uccelli non occupate. A questo punto dopo aver descritto com’è fatto il nido dei bombi, è altresì importante aggiungere che la maggior parte delle regine sverna in piccoli buchi sopra o appena sotto la superficie del terreno. Alla domanda cosa fare per evitare di danneggiare il giaciglio per i neonati, la risposta è piuttosto semplice in quanto non bisogna rastrellare, dissodare o falciare il giardino fino ad aprile o maggio. Se tuttavia una di queste operazioni è necessaria, allora è opportuno eseguirla con la lama del tosaerba impostata al massimo livello di sicurezza, ed inoltre è importante sottolineare che dovrebbero essere evitati sia gli insetticidi che gli erbicidi. In particolare, da bandire sono i pesticidi come i neonicotinoidi che vengono assorbiti dai sistemi vascolari delle piante. Ciò significa che le api e altri impollinatori sono esposti al veleno molto tempo dopo che un prodotto è stato applicato quando si nutrono del nettare e del polline delle piante stesse.

Quando nidifica il bombo?

In autunno una regina si accoppierà e poi conserverà lo sperma del maschio dentro di lei in una camera speciale durante l’inverno. Quando si sveglia in primavera, cercherà poi un posto sufficiente per iniziare la sua covata in un’area asciutta e ben riparata e che abbia un po’ d’ombra, in modo che la temperatura della colonia possa essere regolata. La regina coverà quindi le proprie uova a seconda delle esigenze (le uova fecondate diventano lavoratrici e quelle senza diventano maschi), e le deporrà nelle celle dove le nutrirà con nettare e polline. A questo punto dopo aver scoperto quando nidifica il bombo, va altresì aggiunto che spesso il giaciglio assomiglia a mucchi di detriti poiché sono rivestiti con materiali vari come foglie, pelliccia di animali o residui di parti dell’isolamento delle abitazioni. Le colonie di bombi tra l’altro oscillano tra i 50 e i 400 membri quindi si tratta di un numero di gran lunga inferiore alle api e che in genere supera le 50.000 unità, ed è quindi per questo motivo che i nidi non sono così estesi.

Le caratteristiche morfologiche dei bombi

I bombi primitivamente sono importanti impollinatori e modelli affascinanti per lo studio della plasticità, dello sviluppo e della variazione adattativa. I bombi presentano inoltre una livrea con peli e strisce di colore giallo (a volte anche della tonalità arancione) e nero, con quest’ultimo che a volte ricopre l’intero corpo. I bombi rappresentano tra l’altro una sorta di casta sociale che si impegnano nella divisione del lavoro tra regine e operai. Gli esemplari possono differire notevolmente nella dimensione del corpo, con le regine che sono sostanzialmente e discretamente più grandi delle lavoratrici che invece mostrano una notevole plasticità, inclusa una variazione di taglia. La dimensione individuale e la relativa funzione sociale sono influenzate durante lo sviluppo a vari fattori ambientali come ad esempio nutrizione, temperatura e feromoni. Le nuove tecnologie genetiche consentono sempre più di analizzare a fondo questi elementi, allo scopo di scoprire i meccanismi alla base di una varietà di tratti evolutivamente interessanti come quelli relativi alla differenziazione di casta, metodo di foraggiamento e comportamento sociale, termoregolazione, diapausa, colorazione e morfologie rilevanti per l’impollinazione.

Il bombo è pericoloso?

Per quanto riguarda le principali caratteristiche del bombo, in primo luogo va detto che nella maggior parte delle persone una puntura di calabrone causerà solo gonfiore locale, ma in alcuni casi può anche comportare una reazione allergica. In secondo luogo va invece sottolineato che questo esemplare di insetto impollinatore è infatti in possesso di un veleno simile a quello di vespe e api, e contiene alcune sostanze che hanno un effetto diretto sui vasi sanguigni della pelle. La maggior parte delle persone ha tuttavia una leggera reazione locale con gonfiore doloroso, arrossamento e prurito intorno al punto della puntura. A volte, il gonfiore è davvero pronunciato, specialmente sulle parti del corpo con pelle più sciolta come ad esempio le palpebre. Normalmente, le reazioni locali scompaiono rapidamente, ma in alcuni casi possono durare anche un paio di giorni. Una puntura in bocca o in gola può essere invece pericolosa a causa del rischio di soffocamento causato proprio dal gonfiore.

Come allontanare i bombi?

Alla domanda se il bombo punge, la risposta è breve ed esaustiva; infatti, a meno che non si abbia un’allergia alle punture di api e fintanto che non si attacchi il suo nodo, il bombo possiamo definirlo innocuo per l’uomo, anzi è un affascinante esemplare visitatore del giardino e persino vitale per la sopravvivenza di molte specie di piante. Se tuttavia si intende conoscere come allontanare i bombi, allora è importante sapere che ci sono dei rimedi naturali oppure si può contattare un centro specializzato nella disinfestazione dei bombi, che nello specifico ricorre all’uso di strumenti e sostanze chimiche molto efficaci e a bassissimo impatto ambientale. In riferimento ai primi, va detto che quasi tutti gli insetti odiano la menta piperita e la cannella. Se combinati, i due prodotti possono creare quindi un potente spray repellente che manterrà questi insetti ronzanti fuori dal giardino. Aggiungendo quindi qualche goccia di olio essenziale e di menta piperita a quello di cannella (o in polvere) basta agitare il composto per renderlo omogeneo, e per poi spruzzarlo su più piante del giardino ma non direttamente sui bombi poiché potrebbero attaccare sentendosi minacciati. Per quanto riguarda invece la seconda opzione d’intervento per allontanare i bombi, va detto che a volte ci possono essere momenti in cui è necessario utilizzare misure per controllare questi insetti, ossia proattive e preventive o anche l’uso di insetticidi come ultima risorsa. Alcune misure di prevenzione e controllo che funzionano molto bene, includono un piano di ispezione e gestione preparato dal professionista della disinfestazione che poi successivamente avrà l’attrezzatura di sicurezza e controllo adeguata a svolgere il lavoro in modo efficiente e definitivo. Le formulazioni di polvere ad esempio vengono applicate all’ingresso del nido e in genere funzionano meglio. Nello specifico il suddetto esperto della ditta specializzata nella disinfestazione sigilla l’apertura del nido in modo che nessun bombo possa entrarvi o uscirne, e quindi si creano le condizioni ideali per evitare che si possa generare una nuova colonia.

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